Il tempo degli eventi – Intercettazioni dure a morire – Questione di “canne” – No ai rospi – Maltrattamenti bianchi e neri

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 12 Febbraio 2013

Il tempo degli eventi 

"Con più tempo a disposizione per la campagna elettorale – ha detto seriamente, nella trasmissione "Uno mattina" della Rai, il premier uscente Mario Monti – mi avrebbe votato oltre il 50% degli elettori".

Peccato per il premier uscente Mario Monti, dunque, che si sia stati costretti ad andare alle urne la seconda domenica di Quaresima e, cioè, in tempi di digiuno e di penitenza cosicché lui, rigido e forte nei suoi principii, dovrà accontentarsi – come gli accreditano i sondaggisti – di un misero 9% dell’intera messe dei voti. Ma, se si fosse andati alle urne invece a Ferragosto, con un aumento del 9% ogni mese da oggi, allora sì che il premier uscente avrebbe potuto festeggiare la sua personale assunzione al 50% ed oltre dei suffraggi. Peccato, sì, per il premier uscente Mario Monti. Ma lui, da dotto bocconiano, dovrebbe conoscere una celebre frase del grande poeta Eugenio Montale. Questa: "Il tempo degli eventi è diverso dal nostro". Da quello di ciascuno di noi. Anche da quello di un premier uscente con tanta voglia di rientrare.

Intercettazioni dure a morire

"Le intercettazioni telefoniche Nicola Mancino-Giorgio Napolitano, che si sarebbero dovute già distruggere dopo la sentenza della Cassazione di oltre due mesi fa – ha chiesto, tramite il suo avvocato, il famigerato Massimo Ciancimino – non siano minimamente toccate perché a me utili nel processo che mi coinvolge".

Massimo Ciancimino si è così rivolto anche lui alla Cassazione e, a questo punto, il magistrato il quale avrebbe dovuto procedere proprio ieri – guarda caso – alla distruzione, si è dovuto fermare. Ora, dunque, la parola è di nuovo alla Cassazione. Ma quali saranno i tempi di questa seconda pronuncia? E, soprattutto, quale sarà il contenuto di questa pronuncia? Il fatto è che, tra un pretesto e l’altro, le intercettazioni telefoniche Nicola Mancino-Giorgio Napolitano continuano a non essere distrutte e a restare a disposizione. Forse qualcuno sta tramando affinché, ove la distruzione dovesse essere definitivamente  decretata, prima ci sia almeno il tempo di farsene una copia? "A pensar male si fa peccato – ha detto una volta Giulio Andreotti – ma spesso ci si azzecca".

Questione di "canne"

"Le "canne" – si è detto convinto il medico esponente pd Ignazio Marino – farebbero bene un po’ a tutti".

Qualcuno, alla luce di quanto si continua a sentire e a vedere in questa campagna elettorale, è convinto che le "canne", un po’ a tutti, stanno invece facendo male. Troppo spesso, addirittura, molto male.

No ai rospi

"Basta baciare rospi – ha tenuto a sottolineare di nuovo Niki Vendola, "leader" di "Sinistra ecologia libertà" – la sinistra ne ha baciati già troppi e nessuno si è mai trasformato in un principe azzurro".

Chiarissimo messaggio di Niki: lui non ha alcuna intenzione di baciare Mario Monti, Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini. Le favole sono favole, insomma, ma la politica è un’altra cosa.

Maltrattamenti bianchi e neri

"Sarai pure arrivato in Italia più di dieci anni fa, avrai pure un lavoro fisso, sarai anche impegnato nel volontariato – ha in sostanza deciso il Tar di Torino – ma tu, caro il mio marocchino, non puoi avere diritto alla cittadinanza perché cinque anni fa, prima di divorziare, hai maltrattato tua moglie".

Come dire: come ti sei permesso, caro il mio marocchino? Maltrattare una donna, anche violentarla od ucciderla, può farlo, senza tante conseguenze, soltanto un italiano. Ma tu sei marocchino e, quindi, che vai cercando? La nazionalità italiana avresti dovuto chiederla prima di maltrattare tua moglie. Allora sì che l’avremmo data. E dopo, essendo ormai italiano, te la saresti cavata anche tu senza tante conseguenze. Mantenendo tutti i tuoi diritti. Hai maltrattato tua moglie, insomma, essendo marocchino? Resta marocchino.


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