

Il copione è tristemente noto: tariffa gonfiata, niente tassametro e un prezzo “fisso” da capogiro
C’è la Roma che accoglie, onesta e fiera, e quella che purtroppo cerca scorciatoie facili a spese dei turisti. A raccontarlo è Matt Ferguson, influencer statunitense, che in un video diventato virale su Facebook ha svelato un tentativo di truffa subito fuori dai Musei Vaticani.
Il copione è tristemente noto: tariffa gonfiata, niente tassametro e un prezzo “fisso” da capogiro.
Ferguson, con la sua telecamera in mano, si avvicina a un uomo accanto a un’auto bianca. Vuole un taxi per piazza Navona, poco meno di tre chilometri di strada.
La risposta? 45 euro, quasi quanto una corsa da Fiumicino alle Mura Aureliane. Il turista chiede del tassametro, ma l’uomo lo invita a cercare un’altra macchina.
Ed è lì che la storia cambia tono. Perché Ferguson trova un tassista regolare, con tassametro acceso e pos pronto. “Se non si usa il tassametro non è un taxi”, spiega con semplicità l’autista.
La corsa finale costa appena 9 euro, più un euro di mancia, con l’influencer che ringrazia e pubblica tutto online.

La vicenda non è passata inosservata. Una pioggia di sigle sindacali – dalla Fit CISL Lazio a Ugl Taxi, da Federtaxi Cisal a Uritaxi Lazio e molte altre – ha preso posizione con una nota congiunta: “Ogni giorno uno squallido teatrino illegale mette alla berlina la professionalità di migliaia di lavoratori onesti”.
Il settore chiede controlli rigorosi, multe esemplari e un giro di vite contro l’abusivismo e chi infanga la categoria. “È il momento di dire basta”, scrivono, “legalità, dignità e rispetto devono tornare al centro del servizio taxi”.
Intanto, il video di Ferguson fa il giro del mondo. Con un messaggio chiaro: a Roma ci sono i furbi, sì. Ma ci sono anche tanti tassisti che onorano il loro lavoro.
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