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Il VI Municipio ricorda la tragedia del 7 dicembre scorso alla Thyssen

Il 5 dicembre, alle ore 11, un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage di Torino e per la sicurezza sul lavoro

Ad un anno dalla strage costata la vita a sette operai della Thyssen Krupp di Torino, il Municipio Roma VI ricorderà il tragico episodio in tutte le scuole e i luoghi pubblici. Alle 11 del 5 dicembre le attività verranno sospese per un minuto di silenzio, un gesto simbolico per non dimenticare la tragedia quotidiana delle morti sul lavoro, un bollettino di guerra che, nel nostro paese, conta almeno 100 vittime ogni mese. Questo l’impegno votato oggi dal Consiglio Municipale – con la sola astensione della lista Grillo – su proposta del Consigliere Lucà – che, in merito all’argomento, ha presentato una mozione. Nel corso della seduta Lucà ha letto una lettera inviatagli dall’on. del Pd Antonio Boccuzzi. Sopravvissuto alla strage di Torino, il parlamentare, che ha dovuto declinare l’invito del cons. Lucà a partecipare al Consiglio municipale per precedenti impegni, ha comunque voluto testimoniare, così, il suo dolore per i compagni scomparsi ed il suo impegno istituzionale nella prevenzione di simili tragedie.

Pubblichiamo, per intero, la lettera dell’On. Boccuzzi:

"Innanzitutto vi ringrazio per l’invito e mi scuso per non essere con voi in questo importante appuntamento,ma un impegno fissato in precedenza mi trattiene ad Asti in una iniziativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nel carcere della città.
Mi rendo quindi fin da ora disponibile per un’occasione futura.
Sono convinto che siamo di fronte ad una situazione allarmante;nonostante gli sforzi che vengono compiuti,i dati legati alle morti bianche non migliorano in modo significativo. Ciò deve indurci ad una seria riflessione,perchè la cifra di 100 morti al mese sarebbe adatta ad un bollettino di guerra. Credo che sul tema della sicurezza dobbiamo riprendere a ragionare in termini di prevenzione,cioè intervenire prima che si verifichi l’infortunio. Soprattutto,occorre considerare che investire in sicurezza equivale a risparmiare su molteplici fronti:il costo di queste morti è elevato sul piano umano,sociale ed economico. Purtroppo nell’ultimo periodo è prevalsa una logica miope del contenimento dei costi.Non dobbiamo dimenticare che in Italia, secondo le ultime statistiche,vi sono da 3 a 4 milioni di lavoratori in nero ,ed esiste anche il problema rappresentato dal lavoro clandestino,riguardante soprattutto lavoratori extracomunitari. Ebbene,in questo mare si diffondono facilmente l’insicurezza e al mancanza di tutele che alimentano la spirale infortunistica.
Statisticamente emerge un nesso tra gli incidenti (e la loro gravità)e la presenza di lavoro nero e lavoro irregolare ,magari svolto da giovani o extracomunitari. Ciò vuol dire che il rischiosi concentra in determinate situazioni e su determinati soggetti ,che lo devono affrontare in quanto si trovano alle prime armi o sono extracomunitari,fanno il lavoro più pericoloso o che li espone al contatto con sostanze nocive. Così naturalmente si moltiplicano gli incidenti.
credo finalmente siamo giunti alla ratifica di quella che ritengo un’ottima legge,il testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un modo per riepilogare tutte le normative sulla salute e la sicurezza e quindi anche per razionalizzare e semplificare a vantaggio sia delle imprese che dei lavoratori,ed enfatizzare i profili attinenti alla prevenzione,nell’ambito di una materia così delicata.
Infine sono convinto che tutti noi abbiamo il dovere morale,etico ma soprattutto umano di affrontare e vincere il drago del lavoro sommerso e dell’insicurezza sul posto di lavoro,perchè si giunga ad una condizione che possa unire la sicurezza,la virtuosità alla mission imprenditoriale. Grazie ancora per il vostro contributo e la vostra importante iniziativa".

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