Il vuoto

Aldo Pirone - 24 Febbraio 2019

Quel che sta avvenendo dentro al PD, è noto. Dopo i Congressi di Circolo che hanno segnato una nuova drastica diminuzione della partecipazione degli iscritti (circa 77 mila in meno in assoluto pari al 25%), domenica 3 marzo ci saranno i gazebo delle Primarie.

A fronteggiarsi sono in tre: Giachetti, Martina e Zingaretti. Quest’ultimo quasi certamente arriverà primo. Non si sa se riuscirà a conquistare il 50% più uno di chi voterà. Anche qui si teme, fondatamente, una riduzione dei partecipanti.

Ma a sinistra del PD che succede?

Stando a  Salvatore Cannavò, giornalista sempre attento a quel che succede nel microcosmo della sinistra alternativa, e a quanto da lui pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” di mercoledì scorso, pare che il tentativo di De Magistris di fare una lista unitaria per le europee stia agonizzando. Dal tavolo apparecchiato dal sindaco di Napoli, sembra che se ne siano andati quelli di Diem 25 (la formazione pan europea di Yanis Varoufakis)  impegnati a promuovere il loro  “green new deal” dopo che Pap (Potere al popolo) rappresentato da Viola Garofalo e Giorgio  Cremaschi hanno chiesto la “rottura dei trattati europei” e la “solidarietà a Maduro in Venezuela”.  A seguire, si sono alzati dal tavolo i rappresentanti di Sinistra italiana.

Al segretario Nicola Fratoianni non è piaciuta la presa di distanza di Pap dalla manifestazione sindacale unitaria di due settimane fa e, soprattutto, da Landini, nuovo segretario della Cgil. Incombendo, però, l’obbligo della raccolta delle firme (180.000) per presentarsi con una nuova lista, Fratoianni sembra che voglia riavvicinarsi al segretario di quel che rimane del Pcr (Rifondazione comunista) Maurizio Acerbo che possiede il simbolo di “Sinistra europea”, il che renderebbe esenti da ogni sforzo di mobilitazione popolare. Poi ci sono quelli di Mdp la cui maggioranza sta in attesa, facendo un’ammuina radical ecologista, di quel che succede nel PD per  rientrare se vince Zingaretti. Da una parte rientrerebbero loro e dall’altra, sperano, uscirebbero i renziani, come nelle porte girevoli. Intanto tutti, o quasi, sono usciti da Leu dopo il catastrofico risultato elettorale del marzo dell’anno scorso.

Totò minacciava: “E poi dice che uno si butta a sinistra”. Un’entità all’epoca assai consistente. Oggi più che una minaccia sarebbe un annuncio di suicidio, perché si butterebbe nel vuoto: cerebrale.

 

Aldo Pirone

 


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