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Illegittima la chiusura dell’Ospedale San Giacomo

Lo ha deciso il Consiglio di Stato annullando con una sentenza la decisione della Regione Lazio

La chiusura dell’Ospedale San Giacomo di Roma è stata illegittima. Lo ha deciso il Consiglio di Stato annullando, con una sentenza pubblicata ieri, 7 aprile 2021 la decisione della Regione Lazio di chiudere lo storico ospedale nel centro di Roma che ha suscitato numerose iniziative che ne chiedevano la riapertura.

La sentenza accoglie le contestazioni mosse alla Regione da parte di Oliva Salviati, discendente del Cardinale che nel 1593 donò alla città di Roma l’immobile sede dell’Ospedale San Giacomo, vincolandolo per testamento alla destinazione ospedaliera.
Il ricorso si è basato sull’illegittimità della chiusura di servizi essenziali di altissima qualità, essendo l’Ospedale San Giacomo inserito nel Piano Emergenza Massimo Afflusso Feriti. “Era stato omesso – spiega l’avvocatessa Stoppani che ha curato il ricorso – il riferimento alla circostanza che sull’immobile insiste un vincolo di destinazione imposto alla fine del 1500 dal Cardinale Antonio Maria Salviati.

La sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto l’interesse morale, giuridicamente qualificato della ricorrente, a che l’Ospedale San Giacomo sia utilizzato come Ospedale, nel rispetto della volontà  del suo avo”.
Il ricorso sottolineava un dato decisivo e rivelatore ossia la “contraddittorietà e illogicità” del provvedimento di chiusura dell’ospedale contraddetto anche dagli ingentissimi investimenti, in attrezzature e personale, effettuati proprio a ridosso della chiusura, “quasi a voler predisporre poi una giustificazione di eccessiva onerosità nel rapporto personale/pazienti ed il vuoto di assistenza territoriale”.
Lo smantellamento dell’ospedale San Giacomo venne decisa dalla Regione nel 2008 quando la sanità del Lazio era sottoposta a commissariamento con un drastico piano di tagli alle strutture sanitarie del territorio laziale.
“La decisione – sottolinea l’avvocatessa Stoppani – ha ritenuto viziata la discrezionalità  amministrativa laddove ha mutato la storica destinazione dell’immobile sottraendolo alla sua finalità pubblica e ciò anche a prescindere dall’adombrato sospetto che scopo della legge regionale 14/2008 e del provvedimento commissariale fosse quello di utilizzare l’immobile come mere rendite patrimoniali.

La sentenza del Consiglio di Stato ritiene, infine, dimostrato che l’asserita riorganizzazione della rete ospedaliera non poteva ignorare le esigenze assistenziali del territorio e che la chiusura dell’attivita` del S. Giacomo, comunque, generava un vuoto di assistenza”.

Insomma per i “tagliatori” di sanità della Regione Lazio questa sentenza è una sconfitta su tutta la linea.


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