Imu, sempre più roba da pazzi – Il “Basta” di Antonio Di Pietro – Le transazioni dell’intransigente De Magistris – Aumenti magnifici

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
di Mario Relandini - 5 Novembre 2012

Imu, sempre più roba da pazzi 

"I Comuni – è stato confermato – avranno tempo fino a lunedi 10 dicembre per modificare le proprie aliquote Imu, ma i cittadini dovranno pagare l’imposta entro il lunedi successivo"

I Comuni, cioè, hanno avuto mesi per modificare le proprie aliquote, ma più della metà non lo ha ancora fatto. La farà il 10 dicembre, ultimo giorno utile? E che gli fa? Tanto poi saranno i cittadini, se non vorranno sobbarcarsi anche a multe e interessi, a dover correre per informarsi sull’entità di queste aliquote, fare conteggi da Archimede, soprattutto andare a pagare in strutture notoriamente insufficienti e il tutto in appena cinque giorni e mezzo dato che, tra l’11 e il 17 dicembre, c’è la mezza giornata di sabato 15 e la festività di domenica 16. Roba veramente da pazzi. Ma c’è da chiedersi: è più pazzo il Governo il quale ha consentito ai Comuni di dormire fino al 10 dicembre o sono più pazzi i Comuni i quali hanno approfittato dell’occasione offerta loro per farsi questo sonno che si trasformerà in un drammatico incubo per i cittadini? Povera Italia. Di più: poveri italiani.

Il "Basta" di Antonio Di Pietro

"Antonio Di Pietro – sembra ormai certo – intende sciogliere l’ "Italia dei valori" e si sta dedicando ad un movimento il cui logo sarà "Basta"

Decisioni, se si vuole, più che oneste. L’ "Italia dei valori" andava infatti ormai sciolta, alla luce dei fattacci che l’hanno ultimamente connotata, proprio perché venuto a mancare ogni valore. Il logo "Basta" andava legittimamente scelto, alla luce della multiforme attività che ha sempre connotato la vita non solo politica di Antonio Di Pietro, proprio perché qualcuno potrebbe giustamente intenderlo come la opportuna confessione di una sua resa. Un "Basta", sì, ma un "Basta, Tonino". Anche se Tonino, invece, sembrerebbe intenderlo come un "Basta" non a sé, ma a tutti gli altri. In modo da instaurare una nuova Repubblica fondata sulle "dipietrate" e sulle "grillate". Pazza, pazza idea. Che – va bene la politica è diventata quella che è diventata – non "ciazzecca", però, nemmeno un po’.

Le transazioni dell’intransigente De Magistris

"Il Comune di Napoli – come da bilancio – avrebbe dovuto incassare dall’imprenditore Alfredo Romeo, per danni erariali, una somma che la Corte dei conti aveva valutato in 87 milioni"

Come è andata a finire? E’ andata a finire che Giggino ‘o sindaco (all’anagrafe Luigi De Magistris) ha deciso di chiudere il "caso" con una transazione che ha permesso ad Alfredo Romeo di cavarsela con soli 50 milioni. A parte questo vero e proprio regalo, comunque, altri fatti lasciano perlomeno perplessi. Il primo è che, non contento del ricco "presente" di ben 37 milioni, Giggino, nelle vesti attuali di sindaco, ha affidato, ad Alfredo Romeo, anche un ricco futuro: vendere circa tremila alloggi popolari per conto del Comune. Il secondo è che Luigi De Magistris, nelle vesti trascorse di giudice autodefinitosi sempre in lotta contro i poteri forti e la masso-mafia, si era espresso in questi termini nei confronti di Alfredo Romeo: "Nell’ambito del sodalizio da lui costituito, egli svolge la sua attività, dà direttive agli altri sodali, collude con pubblici amministratori al fine di turbare le gare e di corrompere pubblici ufficiali". Che cosa è cambiato, dunque, nel "curriculum" di Alfredo Romeo e nel giudizio di Luigi De Magistris nei suoi confronti? Quale candeggina, insomma, ha smacchiato quel "curriculum" e quel giudizio? Sarebbe interessante avere delle risposte chiare. Anche per non essere costretti a pensare male.

Aumenti magnifici

"Nel clima della "spending review" – ha fatto conoscere l’Università di Pisa – abbiamo ridotto le spese del 20%".

Soddisfatta e orgogliosa di questo risultato, però, l’Università di Pisa ha subito deciso di aumentare il compenso del rettore da 50 a 90 mila euro, quello del prorettore da 20 a quasi 40 mila, quello dei dirigenti delle unità dipartimentali da 5 a 9.500. Veramente magnifico, magnifico rettore Massimo Maria Augello.


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