In auto sulla via Boccea

Tutte le mattine e le sere, in fila indiana
di Franco Leggeri - 14 Ottobre 2009

Sì, proprio questa mattina, forse perché si avvicina il Natale, o forse perché ho riletto la poesia di Montale “Precoce inverno” su un libro di mio figlio, ho cercato e visto cose nuove dal finestrino semiappannato dell’auto, ma sempre esistite, che hanno dato il via ad una reazione a catena nel mio immaginario.

Così ho finalmente visto quelle splendide rose nel giardino della villetta confinante con il mobilificio Di Pietro. Rose gialle, forse rose inglesi, credo di poter ravvisare GRAHAN THOMAS oppure GOLDEN CELEBRATION, forse è più probabile la prima ipotesi perché l’altezza del gambo dovrebbe essere di circa un metro e venti. Sulla mia destra una splendida Bouganvillea che ricopre elegantemente il cancello del piccolo palazzo color cemento. Andando avanti, nella fila indiana, arrivo quasi all’incrocio con via di Selva Candida e la Boccea. Sulla sinistra vi sono una serie di palme, e sin qui nulla di strano, il fatto curioso è che un poco più avanti vi sono degli abeti e larici. Questo contrasto PALME-ABETI è bellissimo in un quartiere di Roma dove si sono incontrate culture e tradizioni diverse e vi hanno “messo radici” lasciando tracce, forse inconsapevolmente, delle proprie origini e tradizioni, appunto i primi abitanti e “fondatori” del quartiere.

Vi sono abitanti del quartiere che amano il verde ma, non avendo un giardino, danno valenza attrattiva ai balconi la cui fioritura è per loro motivo d’orgoglio. I balconi di molte villette mostrano vasi con cascate di PELARGONIUM PELTAM (pronti a fiorire nella prossima primavera) che sono veramente fantastici. Un piccolo segreto per dare un tocco di classe "un qualcosa in più” è mettere ora a dimora (negli stessi vasi) anche bulbi di narcisi e giacinti, sarà una fioritura splendida perché questi ultimi occuperanno con i loro steli la parte superiore dello spazio fiorito.

I fiori alle finestre e sui balconi sono un’usanza antica, un segnale di gioia e d’allegria, posto come messaggio per chi passando osserva la casa dall’esterno. I fiori diventano una cosa viva, si potrebbe dire una creatura domestica, quasi come il cane e il gatto, e come questi amici vivono per le nostre cure e possono morire per la nostra noncuranza.

Volevo iniziare un nuovo modo di vedere e vivere il quartiere, un vivere anche con queste piccole cose, come il verde, i fiori l’arredo urbano. Che squallore quei balconi vuoti e anonimi, mentre finestre e balconi di case semplici, villette e palazzine sono impreziosite da uno splendido arredamento floreale!

Inizierò un percorso nel verde delle vie, dei giardini e dei balconi del quartiere. E’ vero che la bellezza di un quartiere inizia da questa sensibilità e segnalerò (se avrò ancora ospitalità su questo giornale) i balconi più belli, i giardini da copiare, le piccole storie, storie minime di periferia, che sono poi la vita vera del quartiere, piccole cose che riempiono i lunghi minuti inutili fermi in fila indiana nel traffico.

Dimenticavo la poesia di Eugenio Montale:

PRECOCE INVERNO

Adotta Abitare A

Fra il tonfo dei marroni

e il gemito del torrente,

che uniscono i lor suoni,

esita il cuore.

Precoce inverno che borea

abbrividisce. M’affaccio

sul ciglio che scioglie l’albore

del giorno nel ghiaccio.

Marmi, rameggi.

E ad uno scrollo giù

foglie a èlice, a freccia,

nel fossato.

Passa l’ultima greggia,

nella nebbia

del suo fiato.


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