In ricordo di Lucio Conte, uomo semplice e impegnato

Al suo funerale c’erano anche tutte le anime della diaspora della sinistra, una volta tanto, tutte insieme
di Luciano Di Pietrantonio - 14 Luglio 2011

 Martedì 12 luglio 2011 è stato un giorno particolare alla Borgata, oggi qurtiere, di La Rustica.

E’ stato il giorno del funerale laico di Lucio Conte, morto improvvisamente a 62 anni. Una dipartita che ha lasciato tante persone, per la verità tantissime, incredule, stupite, addolorate, per la perdita di un compagno, di un amico, di un uomo delle Istituzioni (ex Consigliere del VII municipio ), di un militante, di una persona a disposizione dei problemi del prossimo.

Davanti alla Chiesa di Nostra Signora di Chestokova, la parrocchia di La Rustica, si è raccolta una folla di amici (centinaia e centinaia di persone), conoscenti, abitanti del quartiere, rappresentanti delle Istituzioni ai diversi livelli ( Municipali, Comunali, Regionali, Parlamentari ), delle Associazioni, delle forze politiche di tutti gli schieramenti , dell’ANPI, e di tante altre realtà organizzate locali e territoriali.

Il corteo si è mosso da piazza Corelli per via di La Rustica, arrivando allo spazio di fronte alla sede del Partito Democratico (ex sede del Pci), ove si è tenuta la cerimonia funebre, con il ricordo e le testimonianze di amici e compagni che hanno condiviso il percorso politico e civile di Lucio Conte.

Il Presidente del VII mMunicipio, Roberto Mastrantonio, ha portato la partecipazione al lutto del VII municipio, ricordandone il lavoro amministrativo svolto con passione e professionalità.
Durante le orazioni per commemorare Lucio, in una giornata caldissima, con la distribuzione di bottigliette di acqua minerale alle tantissime persone presenti ( da parte dei giovani del Circolo PD), i molti manifesti affissi con la scritta: ” Ciao Lucio”, con un disegno di un aquilone in volo, oltre alle bandiere di partito, ho ricordato, dentro di me, l’amicizia con Lucio Conte.

La nostra conoscenza nasceva dagli incontri, di carattere politico, su come si poteva migliorare la condizione di vivibilità dei quartieri e delle borgate del VII municipio, a partire da La Rustica, nell’ambito dell’azione istituzionale e amministrativa.

Lucio era una persona semplice, orgoglioso della sua famiglia, generoso con chi si rivolgeva a lui per un problema, per un consiglio, per dei diritti negati.

Basti ricordare alcune vicende legate alle questioni del diritto alla casa, dei campi rom e la scuola, alle vicende complesse dell’Alta Velocità, e in ogni questione risolta o non, metteva impegno, professionalità, e studio.

Era un uomo che sapeva ascoltare e si consigliava con chi immaginava che fosse più preparato, in tutto ciò era portato ad avere sempre più conoscenze e informazioni.

In forma laica, desidero accostarlo alla parabola del seme di S. Matteo, dove si afferma: “Mentre seminava una parte cadde lungo la strada….un’altra cadde sul terreno buono“.

Ecco Lucio, a modo suo, è stato un seminatore, e non a caso al suo funerale c’erano anche tutte le anime della diaspora della sinistra, una volta tanto, tutte insieme.

Segno evidente che i valori e l’esempio che Lucio ha testimoniato, uniscono gli uomini di buona volontà.

Ciao Lucio, uomo semplice e impegnato. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti