In via Cave di Pietralata “la prima social smart square di Roma”

Vincenzo Luciani - 5 Giugno 2021

A Pietralata, oggi, 5 giugno 2021, sarà inaugurata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi alle cinque della sera “la prima social smart square di Roma” in via Cave di Pietralata (con la “e” non Cava come si legge sullo smart depliant che  ne spiega le mirabolanti virtù).

Un’altra piazza consimile sarà inaugurata prossimamente in via Tiburtina all’incrocio con via Diego Angeli (Casal Bruciato).

In cosa consiste la social smart square

Ma continuiamo a leggere dal depliant illustrativo in cosa consiste la social smart square di Pietralata: “L’intervento sperimentale promosso da Planet Idea srl, Imecon srl e 3PItalia ha lo scopo di individuare un modello sostenibile di social smart square a Roma, una piazza con tecnologie innovative grazie alle quali si potrà sperimentare cosa significa vivere in una città smart, usufruendo di idee, prodotti e best practice (traduzione: Esperienza che ha permesso di ottenere risultati eccellenti in un determinato ambito) innovativi”.

Apprendiamo quindi che si tratta di un intervento sperimentale e, da homo perifericus, mi chiedo dubitoso: perché questi esperimenti così magnifici non li sperimentano per primi nelle zone centrali della Capitale, visto che sono così meravigliosi?

Ma, proseguiamo nella lettura, la nostra social smart square è (o sarà, come preferite, voi lettori): “Un’area concepita secondo elevati standard di sostenibilità ambientale, innovazione e qualità della vita, con al centro le persone e i loro bisogni”.

La piazza conterrà:

Uno smart gym: Attrezzi ginnici che convertono l’energia prodotta dall’attività fisica in energia elettrica per ricaricare i propri device (trad. dispositivo elettronico);

una panchina intelligente: alimentata con energia solare e dotata di accessori (ricarica wireless, usb, radio, casse) che utilizzano l’energia prodotta);

un totem interattivo – Gate 1: integra tutti i servizi di una Smart City (primo soccorso, sorveglianza, free wifi) per un dialogo tra cittadini e quartiere fornendo informazioni e servizi;

Adotta Abitare A

un Community manager: facilita la buona convivenza all’interno di un quartiere, dialoga con gli abitanti su bisogni e opportunità, offre gli strumenti per organizzare attività e condividere spazi comuni (Non abbiamo capito se fisico e semplicemente virtuale)

una Planet App: Planet app, scaricabile gratuitamente, permette ai residenti di accedere alle soluzioni smart e alle iniziative organizzate dal Community manager.

“Nella Piazza Smart – conclude il depliant illustrativo – i cittadini possono conoscere e utilizzare gli strumenti di innovazione tecnologica e sociale che stanno rendendo migliore la vita in un ambito urbano”.

Pardon, dimenticavo che al fondo del depliant si precisa che tutto ciò è stato fatto “con il sostegno di Roma Capitale”, cioè di noi cittadini romani che abbiamo pagato per tutto quanto sopra 398.000,00 euri (dal sito del Comune: Appalto per lavori di riqualificazione delle Aree a Verde di Via Cave di Pietralata angolo Via Galantara OP 1802900001. Importo complessivo 398.000,00 – Anno 2018. CUP: J88E18000010001).

I due progetti di via Cave di Pietralata (Pietralata) e in via Tiburtina all’incrocio con via Diego Angeli (Casal Bruciato) sono dell’architetto Tommaso Di Pierro e sono risultati finalisti all’interno di “The Plan Word 2019” un concorso internazionale di urban design cui hanno partecipato oltre 700 professionisti e sono stati giudicati da una giuria di esperti provenienti da tutto il mondo.
Nella categoria Landscape – aree a verde – parchi e giardini a carattere pubblico e privato è risultato finalista il progetto “Ballon Park” per Roma Capitale che verrà realizzato in via Cave di Pietralata.
Nella categoria Public Space – spazi pubblici collettivi, piazze, vie e centri civici è risultato finalista il progetto “Wheels and connecting roods” che sarà realizzato tra Via Tiburtina e Via Diego Angeli.

Alcune domande non smart

Dopo tutta questa intelligenza sciorinata, mi vengono, scusate, alcune sciocche domande: chi gestirà e curerà questo spazio dopo la fase di consegna lavori?
E’ prevista la presenza di una qualche attività umana (di privati o di associazioni) per preservare in futuro lo spazio da atti vandalici e per curarne la manutenzione grazie ad attività sviluppate armonicamente in questo spazio?
Perché si è scelta l’erba sintetica e non quella naturale?
E, perché no, qualche alberello in più (altrimenti come sarà la piazza nelle giornate estive)?
E’ stato previsto un regolare deflusso delle acque piovane?.

 

Le foto sono del 2 giugno scorso


Commenti

  Commenti: 3


  1. Condivido totalmente le domande “non smart”


  2. Mi è venuta l’orticaria a leggere tutti questi termini inglesi (come se la nostra bella lingua italiana fosse povera di termini).

    Però in settimana ci farò un salto… anzi un jump ahahahah

  3. annamaria ferramosca


    Concordo con le ultime domande non smart e con l’acquiescenza alla terminilogia anglofona.
    Occorrerebbe poi un termine di tempo per controllare l’effettiva funzionalità e risposta della popolazione e un organo di controllo responsabile che via via faccia emergere criticità e ci auguriamo, positività dell’intervento.

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