In viale Giorgio Morandi prigionieri in casa dal 15 novembre

Risale all’11 novembre del 2018 la prima denuncia sulle pagine di Abitare A  
Alessandro Moriconi - 29 Dicembre 2019

Ormai essere un inquilino delle case popolari, vuoi che siano del Comune di Roma o dell’Ater comporta dei veri e propri rischi.

Basti pensare alla mancata accensione degli impianti di riscaldamento nelle case Comunali, cosa che ormai – affermano gli inquilini di Viale della Primavera a Centocelle – va avanti da ormai da tre anni ed è dovuta all’assenza totale di manutenzione degli impianti, alla revisione periodica di caldaie e bruciatori e cosa ancora più grave ad una mancanza di programmazione della stessa al fine di evitare quelle spiacevoli sorprese che durano appunto da tre stagioni, E che si trasformano in settimane e settimane di proteste e di anziani, invalidi e bambini costretti a stare in ambienti freddi e cercando di alzare la temperatura con il ricorso a stufette elettriche se non addirittura alle ormai ‘pensionate’ ma sempre utili borse ad acqua calda.

Ma se questo è quanto accade nelle case di proprietà Comunale in quelle Ater non è che le cose vadano meglio, anzi per certi versi casi vanno anche peggio. Basta andare al complesso di viale Giorgio Morandi per rendersene conto.

Come Abitare A avevamo già denunciato la mancanza di manutenzione, documentato il cemento delle facciate che veniva giù e il divieto addirittura ad affacciarsi a balconi o a finestre emanato dai Vigili del Fuoco al fine di evitare di beccarsi un bel pezzo di cemento sulla testa.

Una situazione raccontata nei minimi particolari anche da un servizio video realizzato dalla giornalista Rossana Livolsi del Tg3 e andato in onda nella trasmissione Buongiorno Regione e dove tra le tante cose la telecamera si soffermava sul fermo dell’ascensore della scala N al civico 28. Un fermo dovuto ad una copiosa infiltrazione d’acqua dal soffitto della cabina ascensore che finiva proprio sul quadro elettrico dell’impianto. L’impianto fu poi rimesso in funzione e ci furono anche incontri tra gli inquilini residenti con la direzione di Ater e l’Assessore al Patrimonio Massimiliano Valeriani per discutere modi e tempi per una manutenzione del complesso.

Purtroppo con le innumerevoli precipitazioni piovose che vanno avanti quasi ininterrottamente dal mese di ottobre, ci sono state nuove infiltrazioni d’acqua nella cabina ascensore che ne hanno nuovamente provocato la disattivazione dal 15 novembre, costringendo le persone anziane e quelle in carrozzella a veri e propri arresti domiciliari.

Nel frattempo gli inquilini a proprie spese hanno fatto pulire i tubi discendenti, poi rivelatisi come la causa delle infiltrazioni d’acqua, ma del ripristino dell’impianto neppure a parlarne e questo nonostante numerose chiamate all’Ater da parte degli inquilini.

Addetti alla manutenzione dell’impianto hanno detto ad alcuni inquilini  che il  fermo è dovuto  alla mancanza di alcuni pezzi di ricambio. Cosa assolutamente da verificare in quanto alcuni giorni fa un anziano che aveva la necessità di salire al 6° piano si è attaccato al telefono riuscendo dopo un paio d’ore di attesa ad ottenere quanto richiesto, ma nulla di più, perché, “accontentato” l’inquilino, l’ascensore è stato fermato di nuovo.

Insomma, l’incubo della segregazione in casa per un tempo non definito è tornato per i residenti della scala N del civico 28 del complesso case Ater di viale G. Morandi.


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