Inaugurata la Casa della Semiautonomia per le donne vittime della violenza

Il 4 febbraio 2013 la consegna dei locali di via Corelli nel quale sarà ospitato il primo centro a Roma
di A. M. - 5 Febbraio 2013

Niente tagli di nastri e niente enfatizzazioni, per inaugurare la Casa della Semiautonomia per le donne vittime della violenza. Il presidente del Municipio Roma VII Roberto Mastrantonio e l’assessore alle politiche sociali Giuseppe Pungitore, hanno scelto la strada della sobrietà evitando ogni forma di strumentalizzazione politica. Tanto che la cerimonia è stata orfana dell’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Roma Claudio Cecchini, in quanto candidato alla consultazione elettorale per il prossimo rinnovo del Consiglio Regionale. Una sobrietà che ha reso ancora più importante l’avvio di un servizio così unico e delicato per il mondo femminile oggi sotto attacco di una violenza tale da sfociare nel femminicidio più bieco.

Alle 10 del 4 febbraio 2013, davanti al vecchio casolare del piano di zona Prampolini, in via Corelli, rimesso a nuovo a margine della convenzione edificatoria e che già ospita l’asilo nido "Il Pettirosso" e l’Associazione "La Primula" (che da sempre si occupa di attività occupazionali e culturali riservate a soggetti svantaggiati) una trentina di persone, la stragrande maggioranza delle quali donne, tra cui rappresentanti del mondo associativo e della cooperazione sociale hanno partecipato alla consegna dei locali posti al primo piano del casale e nel quale sarà ospitato il primo centro a Roma denominato "casa della semiautonomia" e riservato a donne vittime di violenza.

Oltre al Presidente Mastrantonio e all’assessore Pungitore erano presenti la Dirigente dell’Uoseccs dr.ssa Gabriella Saracino, la P.O. dr.ssa Paola Calvani, una rappresentanza della Polizia di Roma Capitale e dell’Arma dei Carabinieri, la dr.ssa M.Grazia Passuello presidente di Solidea e ex assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma co-finanziatrice del progetto.

Sia Mastrantonio che Pungitore hanno consegnato le chiavi della struttura capace di sei posti letto e comprendente una attrezzatissima cucina e un comodo salotto, alla dr.ssa Luigia Barone dell’associazione Differenza Donna che avrà il compito di assistere le donne vittime di violenza e della eventuale prole, fino alla completa autonomia e in collaborazione con la Asl RmB, l’ospedale, i Servizi Sociali e le Forze dell’Ordine.

Il Servizio Sociale, ha detto la P.O. Paola Calvani, lavorerà perchè il progetto dopo il primo anno finanziato dalla Provincia di Roma riceva ulteriori finanziamenti dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione che gli consentano di andare ben oltre la fase sperimentale. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti