Inaugurata la Stazione di Tor di Quinto nel ricordo di Giovanna Reggiani

Una targa per non dimenticare e per rifiutare ogni forma di violenza contro le donne
di Francesca Romana Antonini - 20 Ottobre 2009

Si è svolta martedì 13 ottobre, la cerimonia di restituzione ai romani della stazione di Tor di Quinto nel Municipio XX, teatro due anni fa dell’aggressione a Giovanna Reggiani. Nel corso della cerimonia è stata apposta una targa commemorativa in memoria della signora Reggiani che recita – “Contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne. In memoria di Giovanna Reggiani, vittima di inaudita violenza in questo luogo il 30 ottobre 2007”.

La Stazione strappata al degrado, è stata quindi completamente ricostruita, privata di barriere architettoniche, illuminata e adeguata agli standard di sicurezza per il transito dei pedoni, dotata di alte banchine per facilitare la salita sui treni come in una metropolitana, interamente sorvegliata da 15 telecamere di sicurezza e 2 colonnine SOS collegate con la centrale operativa Atac e collegata ai quartieri circostanti con la nuova linea di bus navetta 332.

Presenti all’inaugurazione il presidente della Regione Piero Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi, il presidente del XX Municipio Gianni Giacomini, il presidente di Metro Roberto Grappelli, l’amministratore delegato di Trambus Adalberto Bertucci, il presidente Atac Massimo Tabacchiera e la d.ssa Rosa Mileto, comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale.

Insieme ad alcuni ufficiali della Marina Militare c’era anche l’ammiraglio Giovanni Gumiero, marito di Giovanna Reggiani, con la sorella e la nipote della moglie ed è a loro che il sindaco Alemanno ha rivolto un rispettoso saluto dicendo – “Spesso, quando una famiglia è toccata da un dolore così grande può prevalere il distacco da questi eventi. Loro invece sono uniti e ci danno maggiore speranza perchè non rinunciano a credere che la città e le istituzioni possano cambiare e migliorare. Quello che successe a Giovanna Reggiani – ha proseguito il sindaco – è stato uno dei fatti più gravi della Roma contemporanea. Siamo qui, tutte le istituzioni, a dare un segno. offrire ai cittadini una Roma migliore. Una sorta di spirito della memoria e sfida verso il futuro”.

Una sfida raccolta da tempo del Presidente Marrazzo che nel confermare la collaborazione in atto fra Regione e Comune per costruire una politica della sicurezza allargata a tutte le istituzioni locali ha dichiarato: “Quel episodio ci ha insegnato molto, quella mattina la città si svegliò disorientata, con una famiglia che era stata distrutta. Oggi il marito della signora Reggiani ha parlato da servitore dello Stato, di violenza contro le donne e di una risposta dignitosa e forte. Penso che oggi, assieme al sindaco Alemanno, le istituzioni l’hanno data”.

Ed infatti toccanti e dignitose erano state le parole dell’Ammiraglio Gumiero pronunciate qualche minuto prima – “Qui è legato un ricordo atroce. Mia moglie era una donna semplice, amante della discrezione e che non avrebbe gradito che il suo nome venisse strumentalizzato. Ma abbinare il nome di Giovanna alla stazione di Tor di Quinto sarà un monito contro la violenza sulle donne. Giovanna – ha aggiunto l’ammiraglio – ha cercato di difendere il suo essere una donna libera e oggi avrebbe condiviso questa iniziativa. Questa targa è qui per non dimenticare, per mantenere il ricordo e rifiutare ogni forma di violenza contro le donne e anche un simbolo a non portare rancore. Con questo gesto simbolico si dimostra di voler tenere viva la nostra coscienza”.

Gli interventi alla stazione di Tor Di Quinto costituiscono una parte dei lavori più ampi previsti per il potenziamento della Roma-Civita Castellana-Viterbo attuati grazie a una collaborazione tra Regione Lazio, proprietaria della ferrovia e finanziatrice delle opere e Metropolitana di Roma, società del Comune di Roma che gestisce la linea. E proprio per verificare i lavori in corso l’inaugurazione di Tor di Quinto si è conclusa con la partenza di Gianni Alemanno, Piero Marrazzo e gli altri su un treno: destinazione Acqua Acetosa.


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