Inaugurato il nuovo Anno Accademico dell’Università Popolare Michele Testa

Sabato 11 gennaio 2020 presso il Centro culturale Michele Testa in via De Pisis a Tor Sapienza
Antonio Barcella - 13 Gennaio 2020

Sabato 11 gennaio 2020 presso il Centro culturale Michele Testa in via De Pisis a Tor Sapienza si è aperto il nuovo Anno Accademico dell’Università Popolare Michele Testa. Dopo il sorprendente successo di partecipazione ai “martedì letterari” tenuti a Colli Aniene nel 2019, il professor Nicola Marcucci, fondatore nel 1987 dell’Universita Popolare Michele Testa, ha dato il via all’evento con una relazione introduttiva che ha scatenato l’entusiasmo dei presenti.

Il professor Marcucci ha in programma di coinvolgere nel nuovo anno accademico un “collettivo di risorse morali ed intellettuali” in grado di produrre un’offerta formativa che copra tutto il campo culturale, dalla musica alla psicologia, dalla storia alla letteratura, dalla scrittura creativa alla comunicazione, dal sociale alla tecnologia. “La squadra è pronta – ha annunciato il professor Marcucci – per una grande rivoluzione culturale per il bene delle nostre periferie e per sconfiggere l’evidente sistema clientelare con cui si fa politica oggi”. I corsi saranno annunciati in base alle richieste delle persone, in modo da rendere più appetibile l’offerta. In poche parole un sistema per apprendere lungo tutto l’arco della vita (lifelong learnig) con il sistema già sperimentato dall’associazionismo di Colli Aniene del “Sapere, Saper Fare, Saper Essere”.

Chi non è intervenuto può sempre recuperare, ma sicuramente ha perso un spettacolo di prima classe, a partire dagli interventi musicali e canori dei maestri Piero Brega e Oretta Orengo, da una parte, e del soprano Mary Prosperi e del tenore Errico Bonelli dall’altro.

Per quanto riguarda la Lectio Magistralis di Rossella Calzetta “La felicità nel secolo XXI” possiamo riprendere le parole dello scrittore Gianni Rodari con la quale è stata introdotta la lezione: “La felicità non è semplice e facile come una canzonetta: è UNA LOTTA. Non s’impara dai libri, ma dalla vita, e non tutti vi riescono: quelli che NON SI STANCANO MAI DI CERCARE E DI LOTTARE E DI FARE, VI RIESCONO, e credo che possano essere felici per tutta la vita. Gianni Rodari”

Non è mancato l’impegno per portare avanti la lotta per il recupero del Casale della Cervelletta, coinvolgendo il mondo politico attraverso gli interventi di Pino Battaglia (Segretario Particolare del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini) e Alessandro Di Cori (PD). Il tema dominante è stato l’innalzamento della recinzione di sicurezza che, oltre ad impedire il passaggio delle persone tra Colli Aniene e Tor Sapienza, vanifica tutto il lavoro della Regione Lazio per rendere più usufruibile l’area del Parco Naturale. La risposta del mondo politico si è focalizzata sullo scollamento tra le amministrazioni di Comune e Regione: “In Regione non veniamo informati delle azioni intraprese dal Campidoglio. Apprendiamo qui di questa recinzione e ne chiederemo ragione”.

Il ritornello della canzone successiva all’intervento dei maestri Piero Brega e Oretta Orengo, riassumeva quello che tutti i presenti pensavano in quel momento: “Ma che razza de città!”

Dopo lo spunto di riflessione di Silvia Forcelloni con argomento lo “Sguardo sul futuro” sono state consegnate le lauree ad Honorem ad alcune persone che si sono distinte per l’impegno sulla cultura e sul territorio tra cui Maurizio Puggioni, Pino Battaglia e Alessandro Di Cori.

Antonio Barcella


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