Inaugurazione della mostra ‘Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia’

Inediti e ritrovati dall'Archivio di Elsa Morante alla Biblioteca Nazionale di Roma il 26 ottobre 2012
Enzo Luciani - 23 Ottobre 2012

Il 26 ottobre 2012 alle ore 17.00 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma in viale del Castro Pretorio, 105 si terrà l’inaugurazione della mostra "Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia. Inediti e ritrovati dall’Archivio di Elsa Morante". Saluti di Rossana Rummo, Direttore Generale per le Biblioteche gli istituti culturali e il Diritto d’autore e di Osvaldo Avallone, Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Interverranno: Alfonso Berardinelli, Patrizia Cavalli, Goffredo Fofi, Leonardo Lattarulo e Giuliana Zagra

La mostra resterà aperta dal 26 ottobre 2012 al 31 gennaio, 2013. Orario di apertura della mostra lunedì – venerdì 10.00 – 18.00 sabato 10.00 – 13.00

In occasione del centenario della nascita di Elsa Morante, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma presenta al pubblico Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia. Inediti e ritrovati dall’Archivio di Elsa Morante. La mostra documentaria giunge a completamento ideale dell’esposizione del 2006, Le stanze di Elsa, e si snoda tra manoscritti e documenti ancora inediti o mai ripubblicati, da cui emerge l’intenso lavoro di scrittura che l’autrice compie per tutta la vita. Oggi come allora, infatti, l’intento di fondo è stato di condividere con il vasto pubblico, oltre che con gli esperti, il grande patrimonio di documenti, carte e libri che la scrittrice romana per sua diretta volontà, o attraverso l’espressione mediata degli eredi, ha destinato alla Biblioteca Nazionale.

Alla fine dagli anni Ottanta, infatti, arrivò alla Biblioteca Nazionale il primo nucleo dell’archivio personale di Elsa Morante, composto da manoscritti, dattiloscritti, materiale preparatorio, bozze di stampa delle sue principali opere: Menzogna e sortilegio (1948), L’isola di Arturo (1957), Il mondo salvato dai ragazzini (1968), La Storia (1974) ed Aracoeli (1982).

Il Fondo, grazie alla generosità degli eredi, Carlo Cecchi e Daniele Morante, si è arricchito a partire dal 2007 delle restanti carte della scrittrice rimaste in loro possesso, consistenti in scritti meno noti, mai ripubblicati o addirittura inediti. In questo modo è stato possibile unificare in un unico luogo l’archivio morantiano e fare della Biblioteca un centro di riferimento internazionale per gli studiosi di letteratura contemporanea.

La mostra, a cura di Giuliana Zagra e Leonardo Lattarulo, è corredata da un catalogo edito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, con prefazione di Goffredo Fofi e ospita quindici diversi contributi critici, affidati ad autorevoli studiosi e giovani ricercatori, invitati ad analizzare e a descrivere i documenti.

Il percorso espositivo di Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia si snoda in nove sezioni (Fiabe e racconti per bambini; Racconti; Menzogna e sortilegio; Romanzi incompiuti; Poesia; Cinema; Scritti etico-politici; Paratesti), si apre con i due quaderni scritti tra i cinque e gli otto anni e si chiude con le ultime righe vergate dalla Morante su un taccuino pochi mesi prima di morire.

Sono esposti: documenti inediti come i manoscritti dei romanzi incompiuti Nerina (1950) e Senza i conforti della religione (1958-1961); le poesie contenute nel Quaderno di Narciso (1943-1945), altri componimenti poetici rinvenuti tra le carte sciolte, come la poesia per la morte di Pier Paolo Pasolini e quella, appassionata, scritta per Luchino Visconti, come dono per il capodanno del 1952; le cronache cinematografiche redatte per la rubrica radiofonica della RAI (1950-1951); due soggetti cinematografici, il primo intitolato Il Diavolo, che mostra l’interesse della scrittrice per il cinema probabilmente già alla fine degli anni Trenta e il secondo, Verranno a te sull’aure scritto in collaborazione con Franco Zeffirelli.

A questi si aggiungono i manoscritti di Lo scialle andaluso, Lettere ad Antonio (diario 1938), Diario di Sils Maria, (1952), e dei racconti “ritrovati”, dispersi e mai più ripubblicati, frutto della sua intensa attività giovanile di pubblicista e gli interventi ai grandi dibattiti del tempo, come testimoniano la Lettera alle Brigate Rosse e la Lettera aperta ai Magistrati italiani (caso Braibanti).

Ad arricchire l’allestimento, l’ultima macchina da scrivere appartenuta alla scrittrice con cui fu redatto il romanzo Aracoeli, prestata per l’occasione dalla poetessa Patrizia Cavalli e uno dei quadri di Bill Morrow mai più esposti dopo la personale di Roma del 1962.

Info: Tel 06 49 89 344 http//www.bncrm.librari.beniculturali.it 


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