Inedificabili le aree per l’housing sociale a Mistica e Casacalda

Sarebbero vincolate da Decreti Ministeriali le tre aree proposte nel Municipio
di Sergio Scalia - 9 settembre 2012

In un precedente articolo “Un milione di mc sul parco di Mistica e Casacalda” veniva espressa la preoccupazione per i danni ambientali e per l’impatto sul territorio derivante dalle proposte del bando sull’housing sociale (edilizia popolare) ritenute accoglibili dagli Uffici comunali.

Dei circa 2.380 ettari di aree verdi e agricole che potrebbero diventare edificabili nel territorio comunale, almeno 3 aree per complessivi 32 ettari ricadono nel VII Municipio e sono ubicate nel quadrante tra Mistica e Casacalda. In pratica questo progetto, se fosse attuato, porterebbe ad un unico corridoio di cemento sulla via Tor Tre Teste dalla Prenestina Bis alla via Casacalda, sul lato in cui oggi esistono aree verdi destinate ad estendere i parchi già esistenti.

Ma da una ricerca effettuata dall’Avv. Dario Antonucci sulle mappe della Soprintendenza allegate ai Decreti Ministeriali del 1990 e del 1995 che appongono i vincoli, emergerebbe chiaramente come sulle tre aree destinate all’housing sociale esistono ben precisi vincoli archeologici di inedificabilità.

In particolare :

• Per l’area A compresa tra Mistica e la Prenestina Bis, il D.M. 12 ottobre 1995, che definisce i vincoli per le aree di Mistica e Casacalda, individua vari reperti e un antico tracciato viario che divide l’area e consente solo “l’utilizzazione a parco con l’esclusione di qualsiasi edificazione”;

• Per l’area B coincidente con l’ex deposito giudiziario, il D.M. 2 febbraio 1990, che tutela i resti dell’Acquedotto Alessandrino, stabilisce una fascia di rispetto per i resti  dell’Acquedotto di 50 m successivamente portata a 150 m e l’intera area B ricade in pieno all’interno di questa fascia di totale inedificabilità;

• Per l’area C più vicina a Casacalda, il D.M. 12 ottobre 1995, che definisce i vincoli per le aree di Mistica e Casacalda, individua due antichi tracciati viari che la attraversano e i resti del Casale Oddone e consente solo “l’utilizzazione a parco con l’esclusione di qualsiasi edificazione”.

Poiché il Bando comunale prevedeva espressamente che le aree proposte dai privati dovessero “essere compatibili con i vincoli e le prescrizioni di tutela e promozione del paesaggio, dell’assetto idrogeologico e dei beni culturali” queste tre richieste non sarebbero neanche ammissibili.

Nel frattempo alcuni consigli municipali hanno già espresso la loro netta contrarietà all’attuazione di questo bando, che consentirebbe di edificare 22 milioni di mc su aree agricole ed a verde pubblico.

Tra questi anche municipi di centrodestra come il XX, che ha ritenuto inaccettabili all’unanimità queste scelte dell’attuale Giunta Comunale. 


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