Intervista a Don Franco De Donno

Lo storico sacerdote di Ostia candidato alle elezioni
di Gabriele Cruciata - 5 Novembre 2017

Domenica 5 novembre il X Municipio andrà a votare dopo due anni di commissariamento per mafia. Tra i vari candidati anche Don Franco De Donno, uno storico sacerdote di Ostia da anni attivo attraverso lo sportello antiusura e la Caritas. Don Franco corre con una lista civica libera dall’influenza di partiti politici.

Don Franco, in una sua intervista a La7 lei ha detto che “occorre parlare coi mafiosi”. Cosa significa di preciso?

In quella occasione ho illustrato il ruolo della politica, delle forze dell’ordine e della Magistratura. Il ruolo della politica è quello di creare un contesto culturale contrario alla mafia e di evitare l’emergenza nella quale la mafia si inserisce. Per spiegare il concetto ho una teoria, la “teoria dei bufali”: Quando c’è una mandria impazzita di bufali è inutile mettersi davanti e opporre resistenza, verremmo travolti. Bisogna invece correre al fianco dei bufali, così da poterli condurre dove preferiamo. Quindi non è un dialogo nel senso di accordo, ma dobbiamo affrontarli a viso aperto”.

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E’ corretto parlare di mafia qui a Ostia?

Tredici anni fa dicemmo che qui la mafia c’era, ma non ci ascoltò nessuno. Nel 2002 siamo riusciti ad aprire lo sportello antiusura. Oggi per fortuna la realtà mafiosa è riconosciuta. E’ una realtà diversa da quella delle mafie tradizionali perché si insinua nel commercio, negli stabilimenti balneari e nell’imprenditoria per condizionare la libertà del progresso e del lavoro.

Lei crede che il commissariamento sia servito?

Il Commissario non ci ha mai dato una relazione su quanto veniva fatto o sui risultati ottenuti. Io credo che il commissario abbia lavorato. Certo è un lavoro parziale perché basato solo sulla legalità e non sull’aspetto sociale, ma comunque buono. Però non ci è stato comunicato niente, e questo è un problema.

Cosa può fare la politica per combattere il crimine organizzato?

La politica può far resuscitare un concetto di cittadinanza attiva. Gli imprenditori e i cittadini devono sapere che le istituzioni sono al loro fianco. La politica deve dare visibilità alla grande maggioranza delle persone ostiensi, che sono oneste, attraverso ad esempio il logo no pizzo.

Perché avete rifiutato accordi con altri partiti?

Dopo una serie di incontri abbiamo deciso che nessuno che aveva fatto parte della precedente amministrazione poteva far parte dei nostri candidati. Ma c’è di più: i nostri candidati per essere accettati devono svolgere un ruolo civico attivo attraverso comitati, associazioni o altro.

Quanto peserà l’astensionismo su queste elezioni?

Purtroppo non molto, però la mia candidatura, essendo fuori schema, potrà contribuire a ridurre l’astensionismo. Apriremo le porte del Municipio e gireremo per strada. Siamo un gruppo di persone con esperienza nell’associazionismo, sappiamo ascoltare le persone e conosciamo le problematiche del territorio.

Cosa può fare la politica per creare i posti di lavoro che oggi crea la mafia?

La politica dovrebbe valorizzare il territorio. In questo Municipio abbiamo spiagge, pinete e reperti archeologici che tutto il mondo ci invidia. Dobbiamo renderli motivo di inclusione sociale a costo zero. Fare in modo che le stagioni estive siano programmate con anticipo e nel rispetto della legalità. E lo stesso vale per le pinete e per Ostia Antica.


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