Intimidazioni a Confindustria

Un caricatore di pistola vuoto e un biglietto indirizzato a Emma Marcegaglia e ad Antonello Montante
di Maria Giovanna Tarullo - 15 Dicembre 2010

Un caricatore di una pistola vuoto accompagnato da un biglietto con su scritte le iniziali "E.M." e "A.M.". Questo il contenuto del pacco sospetto recapitato, lo scorso 10 dicembre, nella sede romana di Confindustria indirizzato al presidente Emma Marcegaglia ed al delegato per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio Antonello Montante.

Un gravissimo atto di intimidazione, sul quale attualmente stanno indagando gli uomini della Digos, che vede la mano della criminalità organizzata determinata a fermare la dura battaglia in difesa della legalità posta come punto cardine dell’amministrazione Marcecaglia.

Il Presidente di Confindustria, infatti, è sempre sceso in campo contro ogni forma di mafia e racket verso le imprese italiane, provvedendo all’istituzione di una delega dedicata ed affidata a Montante, uno dei primi industriali siciliani insieme ad Ivan Lobello, ad aver dato il via alla lotta contro la mafia.

La Confederazione degli industriali ha visto il raggiungimento di un grande obiettivo in merito all’argomento, quando la giunta ha approvato il codice etico per cui un’impresa che paga il pizzo va fuori dalla confederazione e si prevede l’obbligo di denuncia da parte dell’azienda vittima di una estorsione. Un testo proposto dal Comitato Mezzogiorno, di cui è presidente Cristiana Coppola, e poi adottato su tutto il territorio. Un impegno che ha portato alla firma di un protocollo per la legalità, messo a punto dal governo e dai vertici della Confindustria, sulla base del codice etico delle imprese.

In questo momento il caricatore, la scatola che lo conteneva e il biglietto con cui era accompagnato sono nelle mani degli organi della polizia. Mentre Emma Marcegaglia, nonostante le minacce, sembra voler proseguire per la sua strada dichiarando: "La nostra azione contro la criminalità organizzata e contro qualsiasi forma di collusione tra imprese e criminalità proseguirà. Questa nostra missione continuerà perché la riteniamo fondamentale per la crescita del Paese.

Sono dispiaciuta per quello che è successo- ha aggiunto – la Digos sta indagando ed io ho piena fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine. Non so quale sia la provenienza di questo gesto, ma certamente l’azione di Confindustria contro la criminalità organizzata continua".

Immediate e numerose le manifestazioni di solidarietà rivolte alla presidente di Confindustria da parte delle autorità politiche.

"Il grave atto intimidatorio di cui sono state vittime Emma Marcegaglia e Antonello Montante, risponde a una logica di violenza di un sistema mafioso ormai in grave difficoltà e in affanno" ha affermato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Sono affettuosamente vicino alla Marcegaglia e a Montante – prosegue il Guardasigilli – nell’assoluta certezza che assicureranno, con più determinazione, il loro prezioso contributo alla lotta alla criminalità e al racket".

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Sulla vicenda è intervenuto anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno: "A nome mio – ha dichiarato – e di tutta la città di Roma voglio esprimere la vicinanza al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e al delegato per i Rapporti con le Istituzioni preposte al controllo del territorio, Antonello Montante. Il grave episodio di intimidazione di cui sono stati vittime ancora una volta deve fare riflettere istituzioni e forze politiche, affinché tutti uniti si continui nella lotta alla criminalità e al fenomeno del racket".

"Sono certa che vili minacce – ha aggiunto la Polverini – non faranno cedere di un passo la presidente di Confindustria nel portare avanti il suo impegno."


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