Invasione di pappagalli a Colli Aniene e in tutta la periferia

Ecco i motivi secondo la LIPU. Intervista alla responsabile del CRFS LIPU di Roma, dr.ssa Francesca Manzia
Antonio Barcella - 20 Marzo 2021

Da qualche anno siamo abituati alla presenza di questi insoliti volatili dal colore prevalentemente verde. Appartengono a due famiglie diverse ossia i parrocchetti dal collare e i parrocchetti monaci e si riconoscono dalle loro caratteristiche fisiche: colore, piumaggio e becco. Sono originari del Sudamerica e dell’Africa centro settentrionale ma ormai si sono radicati nel nostro territorio e si stanno abituando alla presenza umana. Sempre meno diffidenti e facilmente fotografabili, stanno proliferando nelle zone più verdi della periferia romana soprattutto nel nostro quartiere di Colli Aniene. Si tratta di una specie aliena e poco conosciuta, per questo abbiamo posto alcune domande alla responsabile del CRFS LIPU di Roma, dr.ssa Francesca Manzia, che gentilmente ci ha fornito risposte esaurienti ed utili a conoscere questi nuovi amici.

D: Questi pappagalli sono una specie aliena per il nostro territorio?

R: Si, si tratta di specie aliene, in particolare: parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) originario del sud america e parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) originario dell’africa e dell’asia sud orientale. Per ora non sono inserite nell’elenco specie aliena invasiva di rilevanza unionale quindi non sono previste misure di contenimento obbligatorie (DECRETO LEGISLATIVO N.230/2017).

D: Come potrebbe essersi insediata (aumento della temperatura, animali sfuggiti al controllo, etc.)

R: Le due specie si sono insediate per motivi legati al commercio, molti esemplari sono sfuggiti al controllo o deliberatamente rilasciati, magari per evitare sanzioni, ed essendo specie particolarmente adattabili in breve hanno imparato come nutrirsi nel nuovo ambiente e a riconoscere i pericoli. Il clima non è un problema, le due specie sono diffuse anche in Europa, (Inghilterra, Francia, Germania, Spagna) per le stesse motivazioni.

D: Sono pericolosi per le coltivazioni o possono costituire un problema per altre specie di volatili?

R: Le due specie sono granivore e frugivore, in particolare la dieta del parrocchetto dal collare è costituita principalmente da frutta, quindi è evidente che potenzialmente possono essere un problema per le coltivazioni. Ad oggi la diffusione è concentrata in aree urbane ma si sta espandendo e non è escluso che possa diventare un grosso problema per le coltivazioni. Per quanto riguarda l’impatto che potrebbero avere sulle altre specie c’è da dire che una nuova specie che si insedia inevitabilmente va ad influire sulle risorse alimentari e sugli spazi a disposizione. Ad esempio il parrocchetto dal collare nidifica nelle cavità degli alberi come alcuni uccelli italiani quindi è inevitabile una penalizzazione su queste specie, purtroppo gli effetti negativi di una nuova specie in un ecosistema non sono facilmente prevedibili e quando si manifestano è ormai tardi per porvi rimedio.

D: Ci sono esempi di insediamenti di altri uccelli che non erano presenti in precedenza sul nostro territorio?

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R: Queste sono le specie di uccelli inserite nell’elenco specie aliena invasiva di rilevanza unionale secondo il DL N.230/2017:
Oca egiziana (Alopochen aegyptiacus); Gobbo della Giamaica (Oxyura jamaicensis); Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus)
Per le quali sono già previste azioni di contenimento obbligatorie, ma ci sono tante altre specie di uccelli di cui ancora non si conosce l’impatto negativo che si sono adattate a vivere nel nostro paese.

Per approfondire la questione: www.lifeasap.eu


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