#IoRestoaCasa: giorno boh

Diario di emozioni e sentimenti al tempo del Coronavirus: basta numeri, umanismo, lentezza, eleganza, mente e filosofia
di Ilaria Pacelli - 6 Aprile 2020

Cari tutti, siamo alla.. boh! Eh si anche io mi unisco alla fila delle persone che hanno smesso di contare. Non per snobismo intellettuale, moda da quarantena o pigrizia matematica ma semplicemente perché lo trovo inutile.

Abbiamo un fine pena certo? No, purtroppo.

Sapere da quanto siamo in isolamento ci aiuta in qualche modo? No, non credo.

Fresco Market
Fresco Market

Abbiamo un potere diretto sulla determinazione di questa data? No, o meglio abbiamo il potere di non peggiorare la situazione rispettando le misure varate, cosa non da poco certo, ma non quello di decidere la gestione dello scenario ormai tristemente mondiale.
A tal proposito proporrei una tregua al gioco “#siamotuttipresidentidelconsiglio”.
Diciamo ufficialmente che non è permesso allegare all’autocertificazione da consegnare alle autorità, un personale e dettagliato piano strategico per affrontare la pandemia.

L’ex allenatore della S.S. Lazio Petkovic

Siamo passati da allenatori di calcio a presidenti del Consiglio. Capisco che hanno chiuso il campionato di calcio… ma vi prego… non improvvisiamoci capi della protezione civile, dato che prima di uscire ancora non abbiamo capito come indossare la mascherina dal verso corretto.

Stop ai numeri

Quindi vista la sfilza di no ai nostri questi, termina la conta ed inizia la fase più umanistica che algebrica.
Basta numeri dei giorni, basta numero dei morti, dei contagiati e dei guariti. Stendendo un velo pietoso anche sugli articoli che hanno già iniziato il gioco dell’indovina chi è stato il paese più bugiardo sulla dichiarazione dei contagiati.
No grazie non ne ho bisogno, mi rimane ancora un briciolo di senso critico per sapere da me, che la trasparenza e la sincerità, non sono esattamente alla base della politica estera e dei rapporti internazionali tra paesi, ergo non è questo il momento.

Fase umanistica dunque. Il potere delle parole e non dei numeri. Il potere delle sensazioni che ci guidano. Non quelle di pancia, veloci e a consumo ma quelle del corpo intero, pancia, piedi e testa. Quelle radicate nelle radici dei nostri piedi, seminate nel petto e crescenti verso l’alto, innaffiate dalla creatività della mente e spinte al cielo, dalla forza delle braccia.

Foto di Free-Photos da Pixabay

Lentezza

Non velocità ma lentezza. Lentezza non significa stare fermi ma aspettare a muoversi, finché non ne siamo davvero sicuri. Quando l’abbiamo fatto l’ultima volta? Quando è stata l’ultima volta in cui ci siamo potuti definire certi e stabili delle nostre decisioni?

No! Non non mi riferisco alla scelta d’acquisto dell’ultimo modello di smartphone, comprato dopo l’attenta lettura dei 3 blogger nerd del momento e neanche della scelta del colore dello smalto invernale da applicare, dopo aver visto i tutorial di Cliomakeup e della Ferragni.

Una scelta o un’azione profondamente nostra, radicata, sentita nascere e crescere nell’alveare della nostra persona.
Pensaci. Senza fretta. Magari potremmo smettere di scandagliare l’universo dello scibile umano per trovare una giustificazione plausibile per uscire di casa e convogliare questo sforzo improbo, verso se stessi.

Fa paura vero? Si un po’, ma d’altronde per essere coraggiosi bisogna prima avere paura.

In questi giorni mi sono dedicata alla fioritura della letteratura umanistico-filosofica che sta affollando le diverse testate giornalistiche, nomi di grande fama o perfetti sconosciuti si avvicendano nel proporre la propria ricetta.
Siamo circondati da ricette per fare ogni cosa. Ricette per ingrassare come tacchini prima del ringraziamento, ricette per gestire le nostre emozioni, per badare ai nostri figli preparando pasta sale e collage alla Mirò, per razionare le risorse finanziarie e per comprendere già lo scenario futuro utile a scegliere gli investimenti sicuri, addirittura ricette per superare la crisi di coppia con le posizioni a letto più in voga al tempo del Coronavirus.

quadri Mirò

No eh! Non ti concedo questo pensiero caro viaggiatore al mio fianco. Tra queste righe non hai mai trovato ricette, grammature o dosi precise, qui ci sono solo riflessioni a voce alta, ironia irriverente e voglia di unire le forze.

Proseguiamo quindi con il coraggio, figlio della paura su citata, e setacciamo il mare magnum. Con il lume ben acceso troveremo quello che fa al caso nostro.
Non puoi aprire l’armadio della nonna e pensare che tutto quello che trovi può andarti a pennello o essere perfetto per l’occasione di stasera ma scommetti che spulciando bene troverai il vestitino vintage che adorerai e gli occhiali da sole over size, che adesso Gucci offre, alla modica cifra di 250 euro?!

Parole medicina, quindi. Paura e coraggio le abbiamo già ricordate. Lentezza appena rispolverata e resilienza da subito incorniciata regina.

Sullo spunto di Andrea Colamedici, filosofo e attore di rara immediatezza, vi propongo due parole che hanno destato la mia attenzione (interessante l’operazione http://www.prendiamolaconfilosofia.it/#/): eleganza e…

Eleganza

Eleganza. Avete presente il video della signora che si veste e si trucca elegantissima per andare a buttare la spesa? Ecco, proprio quello… bravi, non centra niente!!
Non intendo essere alla moda, tirarsi a lucido o truccarsi per passare dalla cucina alla camera da letto.

Elegante, elegans da eligere scegliere, eleggere. Azione puntuale, senza sbavature né incertezze, compiuta puntando il dito di una mente che ha maturato la propria idea di bello in libera autonomia.

Siamo eleganti dunque, possiamo esserlo anche in tuta acetata e in pigiama di flanella scozzese, rivoluzionario vero?

Nessuna fashion blogger da seguire, nessun collega dell’ufficio da copiare per essere figo. Solo noi, la nostra testa e le nostre scelte.
Certo nulla ci vieta di farci una ceretta e comprare su Zalando la sneakers fluorescenti e lo zainetto Desigual per fare la passeggiata entro i 200 metri da casa… ma andiamo un pochino oltre e scegliamo la strada più complicata, dato che molti hanno adesso il tempo per percorrerla.

Foto di ElisaRiva da Pixabay

Vogliamo passeggiare? E allora facciamolo, abbiamo centinai di meandri della nostra mente per farlo, chilometri e chilometri di noi stessi inesplorati, vicoli e scorci della nostra personalità e della nostra vita da fotografare con attenzione.

Basta con le foto del cibo, ragazzi, abbiate pietà, c’è la prova bikini a fine quarantena e non sperate in un decreto legge di Conte che rinvii anche quella, oltre gli esami di fine anno.
Fotografiamo la nostra mente, giochiamo con i nostri pensieri. Nessuna attività cervellotica da scienziato pazzo, nessun rebus psicotico alla Hannibal Lecter ma semplice introspezione.

Divertiamoci a scoprirci. Domande semplici e piccole evoluzioni intellettuali, sarà utile scriverle e rileggerle a distanza di tempo, magari perché no, alla prossima pandemia per valutarne i progressi.

Filosofia

Chiudo con un pensiero al noto e stimatissimo Massimo Cacciari che ha tuonato sui giornali contro i colleghi filosofi che dispensano pillole per la quarantena, strategia di sopravvivenza in bignami da Coronavirus, definendo la casa un vero inferno, non adatto a letture, riflessioni ed ogni altra attività prolifco-creativa (ne consiglio la lettura, Massimo va sempre letto Huffingtonpost).

Caro Massimo, adoro leggerti e trovo la tua sottile ironia e provocazione una semente di singolare pregio.
Giusto, nessuno di noi, in questo momento, ha la serenità adeguata per leggere, creare, e migliorasi ma come tu insegni le condizioni perfette non esistono.
E’ lo squilibrio che porta il movimento, che obbliga a modificarsi.
Grazie Massimo, ancora una volta la tua provocazione ha fatto centro!

Grazie a voi

Permettetemi ancora un grazie a voi, a voi che leggete e che sopratutto ci scrivete. Dandoci la possibilità di usare questo medicamento ancestrale della scrittura. Scrivere è una cura salvifica, e ascoltare la rende efficace.

Vi ricordate chi scriveva “Con la cultura non si mangia”.  Vorrei vederli ora a casa senza penna, carta, musica, film e colori! Anime perse, oltre che ignoranti.

Avevo anticipato due parole nuove. La seconda è…

Siiii, arrivo! Vogliate perdonarmi, c’è Fedez in diretta Facebook che cucina i noodles alla matriciana e poi devo seguire la lezione di chitarra del mio mito Britti. Ovviamente, dopo aver fatto la pasta di sale alla curcuma di Zia Parodi con mia figlia e seguito i consigli di Sex educational per notti infuocate a distanza di un metro, mi ritirerò in camera mia per la meditazione quotidiana e i selfie della mente….., forse!

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Continuavo a pensare a cosa potessi fare io di buono, nel mio infinito piccolo, in questa drammatica situazione. Ma certo! 


Commenti

  Commenti: 4

  1. Giuseppe Giuffrida


    Un’analisi lineare ad un mese della serrata che ci scuote per incitarci a resistere e con la forza delle parole ci dice di non mollare, di essere forti nello spirito e di curare anche andare la nostra fisicità. Ci dice di esprimere la nostra eleganza, di recuperare la bellezza, quella vera, che appartiene a chiunque quando si vive con la voglia di essere se stessi e di lottare per realizzare il futuro nell’interesse di tutti.


    • La tua è un’analisi più attenta della mia! E per questo ti ringrazio profondamente! Il tempo e la cura che ci dedicate è la linfa per continuare a scrivere! Nessuno si salva da solo, insieme riusciremo a trovare l’eleganza che ci salverà, il vestito perfetto da indossare per ricominciare più eleganti di prima, più capaci di scegliere e godere.


  2. Cara Ilaria,
    partirei proprio dall’eleganza, contrassegnata generalmente dal garbo, dalla raffinatezza. Sinonimo di delicatezza, di fascino che brilla di luce propria e rende lucente persino ciò che è opaco e torbido.
    E, se ho ben compreso ciò che intendi, inviti i tuoi lettori a scavare nel proprio io, alla ricerca del bello, perché ognuno possa esprimere la sua eleganza, autonomamente e in piena libertà.
    Anch’io credo nelle potenzialità inespresse, sopite e l’invito che rivolgi ai lettori è pregevole. Quale occasione migliore di questa? Rimpadronirsi del tempo e ritrovare lo spazio da dedicare alle nostre inclinazioni, cacciando la noia suicida del corpo e dell’animo.
    La seconda parola che tieni in sospeso ai lettori, mi permetto di suggerirla io: silenzio. Silenzio che sottovalutiamo e che è prezioso quanto l’eleganza.
    Il silenzio che paradossalmente amplifica il rumore tutto intorno, che fa paura, che invita a meditare, ad ascoltare i nostri pensieri, la nostra anima. Il silenzio che ci permette di guardare oltre e di gustare ed esaltare ogni pezzo del paesaggio che abitiamo.
    il silenzio surreale di questi giorni però, ci obbliga a guardare al mondo da un punto di vista nuovo, sconosciuto finora, inesplorato, ma non dobbiamo permettergli di distogliere lo sguardo alla vita che silenziosa continua a scorrere nella sua perfezione.


  3. È sorprendente per me ascoltare le vostre riflessioni partite dalle mie parole. Prezioso e sorprendente! Grazie, farò tesoro anche della parola suggerita. Ottimo spunto!

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