Ira di Alemanno per il corteo di Termini Imerese

Il sindaco di Roma: “Non si può paralizzare una parte nevralgica della città causando disagi ai lavoratori”
di Marco Rollero - 28 Settembre 2011

La protesta degli operai di Temini Imerese è arrivata a Roma nella giornata di ieri martedì 27 Settembre 2011 causando disagi e traffico nel centro della capitale e riversando in Piazza Santi Apostoli alcune centinaia di operai della Fiat e dell’indotto. Il sindaco di Roma Alemanno è intervenuto chiedendo a prefetto e questore di interrompere la manifestazione: «Non si può tollerare che una parte nevralgica della città come il centro venga completamente paralizzata causando danni e forti disagi ad altri lavoratori».

La Piazza e le strade limitrofe sono infatti state chiuse al traffico e i bus sono stati deviati. Verso le 14 i manifestanti si spostati in corteo verso il Ministero dello Sviluppo Economico, in Via Molise. La mobilitazione è legata alle preoccupazioni sul «dopo-Fiat», non vi sarebbe infatti alcuna fiducia per il piano di gestione proposto dalla Dr Motors, l’unica azienda che d’ora in poi si occuperà del settore automobilistico.

«Chiediamo che lo stabilimento siciliano non chiuda fino a quando non si trovi una valida alternativa nel settore auto». È quanto afferma il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando che, insieme al segretario regionale siciliano IdV, Fabio Giambrone, che ha incontrato gli operai della Fiat di Termini Imerese in piazza Montecitorio. «Stiamo seguendo da vicino la vertenza – concludono – e continueremo a farlo senza lasciare mai soli gli operai nella loro battaglia per il diritto al lavoro».

In piazza Montecitorio al fianco dei lavoratori anche il leader della Fiom-Cgil Maurizio Landini: «Quello che la Fiat sta facendo è sotto gli occhi di tutti, non ci sono investimenti. Il governo deve aprire gli occhi e svolgere un ruolo di garante», ha aggiunto, «Stiamo qui per chiedere che Termini Imerese non cessi l’attività e che si trovi una soluzione per dare continuità ai 2.200 lavoratori. Voglio ricordare che Termini Imerese è la più grande industria in Sicilia. La Fiat continua a dire di voler chiudere l’attività entro fine anno ma non si può fare questo senza prospettare soluzioni alternative. Il governo – conclude Landini – deve svolgere un ruolo per trovare delle soluzioni».

Non è piaciuta a sinistra l’invadenza di Alemanno nello sciopero. “Con una giustificazione ridicola-  afferma Fabio Nobile, segretario romano e consigliere regionale PdCI/Fds – Alemanno si cala nelle parti del gerarca anti-operai e si pone quale garante del Governo e dei poteri economici per impedire la protesta di chi sta perdendo tutto a causa di questa crisi. Facciamo appello al Questore e al Prefetto affinché non venga dato alcun seguito alle richieste del sindaco. A Roma, capitale del Paese e sede dei palazzi del Governo, deve essere garantito il rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione Italiana: la manifestazione degli operai della Fiat di Termini Imerese deve proseguire”. 


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