Isola ambientale Castani. Perché non cominciare dai marciapiedi?

Dal confronto sui social non emerge un No agli spazi pedonali, ma un No a questo progetto
Sergio Scalia - 29 Maggio 2019
Abitare A Settembre 2019

Il progetto dell’isola ambientale Castani ha favorito un’ampia discussione sui social che, a parte qualche eccesso di chi vorrebbe da domani un mondo senza auto o di chi senza auto non può più vivere, ha visto molti cittadini sforzarsi di comprendere come riqualificare questa importante strada, anche costruendo un progetto complessivo in più fasi.

Sembrano ingenerose alcune critiche fatte ai commercianti, che non hanno mai negato la necessità di maggiori spazi per i pedoni, tanto che, grazie al loro progetto su Piazza dei Gerani finanziato dalla regione Lazio, si riuscirà a restituire una nuova area pedonale riqualificata con spazi per bambini e anziani.

Le Associazioni del commercio, come gran parte dei commenti sui social, hanno detto no a questo progetto calato dall’alto perché:

  • non è un’isola pedonale, ma un marciapiede allargato a metà carreggiata, senza protezione laterale, che impedisca ai bambini di finire nella corsia riservata al transito veicolare e i disagi che crea l’attuale progetto sono nettamente superiori ai vantaggi;
  • non è chiaro quali percorsi faranno i mezzi pubblici e come saranno riorganizzate tutte le strade parallele a via dei Castani. Per consentire il transito dei bus in queste strade sarà necessario istituire nuovi sensi unici ed eliminare gli attuali parcheggi a spina, né si capisce come verrà riorganizzata la raccolta dei rifiuti visto che, per i noti problemi di personale dell’AMA, la raccolta porta a porta è stata rinviata a tempi migliori;
  • non è chiaro dove finiranno le centinaia di posti auto cancellati da via dei Castani e dalle strade limitrofe. Probabilmente fra vent’anni, quando saremo nell’era delle driverless car (auto senza guidatore) sarà conveniente muoversi con questi mezzi a disposizione di tutti, piuttosto che lasciare una macchina in sosta per 22 ore ed usarla per due ore al giorno, ma siamo ancora nel 2019 e la sosta regolamentata, non può essere semplicemente cancellata per decreto. Non è chiaro come saranno gestiti i posti macchina riservati ai disabili e gli accessi carrabili che devono essere garantiti.

Se si vuole avviare un processo in più fasi si può partire subito aumentando gli spazi per i pedoni e scoraggiando le doppie file. In gran parte di via dei Castani i marciapiedi pubblici non superano il metro e mezzo e dove sembrano più larghi esiste, anche con dislivelli, una parte privata aperta al pubblico transito, che ostacolerebbe anche l’attuale progetto di isola ambientale se non si procede agli espropri.

Sarebbe molto utile in questa fase allargare e riqualificare gli spazi pedonali sui marciapiedi, acquisendo le aree private dove sono già larghi ed estendendone le dimensioni dei tratti più stretti. Sul tipo di pavimentazione e di arredo si potrebbe aprire un confronto con residenti e commercianti.

Il nuovo piano regolatore ha definito le Centralità locali come i luoghi più rappresentativi dell’identità locale e ha individuato con il colore giallo gli Spazi pubblici da riqualificare, che corrispondono alle strade principali dei vari quartieri. In questi spazi, che sono i più vissuti di un quartiere, il Comune dovrebbe intervenire per migliorare la qualità dei marciapiedi e dell’arredo urbano.

Completata questa fase, si può avviare un processo che:

  • porti ad un potenziamento del servizio pubblico sia per la metro che per i mezzi di superficie, oggi piuttosto carenti per i tempi di attesa e per il numero di vetture,
  • porti ad un sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, superando il sistema dei cassonetti,
  • individui nuove aree di sosta attrezzate.

Solo a questo punto si potrà riaprire un confronto coi cittadini e gli operatori commerciali su tratti di vere aree pedonali protette.

 

 

Sergio Scalia


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  1. Un articolo sulla questione dell’isola pedonale/ambientale a centocelle. Nel consigliarne la lettura ci permettiamo di puntualizzare l’urgenza di DISCENTIMENTO e le PRIORITA’ DI INTERVENTO. da parte dell’amministrazione.
    Abbiamo quartieri dove i marciapiedi si sognano da 40 anni.
    Quartieri dove il commercio è affidato a pochi coraggiosi che resistono alla grande distribuzione.
    Quartieri che subiscono da anni scelte politiche che hanno usato questi territori come contenitori dove andare a depositare tutte le situazioni di disagio sociale.
    Quartieri che necessitano con urgenza di una risposta adeguata sui servizi di mobilità.
    lo stesso quartiere di centocelle aspetta la bonifica e l’apertura del parco di centocelle.
    Territori in attesa delle famose OPERE COMPENSATIVE della TAV, della Complanare, della Grandi Centri commerciali.
    Territori devastati dalla filiera del commercio illegale di rifiuti di ogni genere senza una risposta credibile dal Comune e dall’Ama.
    la lista potrebbe allungarsi se solo volgiamo lo sguardo al decadimento delle case Comunali e ater.

    NON SIAMO CONTRO LA necessità di attuare progetti che tutelano l’ambiente e la vivibilità dei nostri quartieri chiediamo solo che vengano attuate le “priorità”frutto di un discernimento che si basi sui bisogni sociali e strutturali del territorio e non sul tornaconto partitico/elettorale.
    non si può accettare che il progetto dell’isola ambientale di centocelle sia per tutte le forze politiche solo la solità diatriba di partito per i voti.
    Per essere chiari se l’isola ambientale l’avessero progettata per la rustica dove il bacino dei voti è ridotto e frazionato su tre municipi rispetto a Centocelle non si sarebbero spese tutte queste energie, ne si sarebbero scritti km di carta.
    Dina da la Rustica

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