Istat da brividi – Se Banca d’Italia lo sa, ma non si muove – “Basta” sì o “Basta” no? – Gli stipendi parlamentari su misura dello stilista Versace – Sansone 2012

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
di Mario Relandini - 6 Novembre 2012

Istat da brividi

"Per il 2013 – ha previsto l’Istat – la disoccupazione aumenterà dell’11,4%, mentre caleranno dello 0,5% il prodotto interno lordo,dello 0,7% i consumi e notevolmente sia i redditi che i risparmi".

Previsioni, dunque, da brivido. Ma i brividi scuoteranno anche l’abbronzata pelle di Pierferdinando Casini il quale va continuando a sostenere che il "premier" Mario Monti è stato fino ad oggi così bravo da meritarsi un bis per gli anni a venire?

Se Banca d’Italia lo sa, ma non si muove

"I tempi medi per la chiusura di un conto corrente – ha appurato uno studio della Banca d’Italia – si attestano, oggi, intorno ai 35 giorni, con punte di 110, mentre i tempi tecnici ne richiederebbero soltanto sette".

Bene. Anzi, male. Ma, se allora la Banca d’Italia ha appurato tutto questo, perché non interviene? Non ha i poteri? Le si diano. Ha i poteri, ma non li esercita? La si costringa ad esercitarli. Magari scusandosi, con gli istituti di credito furbetti, per il "disturbo" arrecato ai loro sportelli e, soprattutto, alle loro casse.

"Basta" sì o "Basta" no?

"Che io stia lavorando alla creazione di un nuovo movimento – si è inquietato Antonio Di Pietro con l’ "Unità" che aveva annunciato il fatto – è l’annesima boiata informativa. E mò basta con tutte queste sciocchezze".

Massimo Donadi, l’uomo più serio dell’ "Italia dei valori" dipietrese, ha però subito tenuto a precisare che quella dell’ "Unità" non è affatto una "boiata informativa" né una sciocchezza, ma è la pura verità. A chi credere? Un fatto, intanto, è certo: se Antonio Di Pietro, smentendo l’ "Unità" e Massimo Donadi, non stesse davvero lavorando ad un nuovo movimento con logo "Basta", l’Italia rimarrebbe piena di delusi: tutti coloro i quali avevano sperato che il "Basta" di Tonino fosse rivolto a se stesso. Nel senso che, dissoltisi miseramente i suoi valori civici e politici, stesse finalmente occupandosi del movimento che lo riportasse, molto più opportunamente, verso i campi e gli allevamenti della sua fattoria abruzzese.

Gli stipendi parlamentari su misura dello stilista Versace

"Diecimila euro al mese – ha tagliato su misura il deputato del "Gruppo misto" Santo Versace – possono anche bastare ad un parlamentare".

Lo stilista deputato, però, ha tenuto a precisare: solo se fa bene il suo lavoro, non ruba, è serio e fa le cose nell’interesse dei cittadini. Come dire: solo se resta con la schiena dritta ad ogni prova, non incrementa lo spessore della pancia, non indossa l’abito di parlamentare in occasione di carnevalate più o meno politiche e fa la sua bella figura non nei salotti esclusivi, ma in strada in mezzo alle gente e ai suoi problemi. Condizioni, allora, più che giuste. Ma – c’è da chiedersi con sconforto – quanti parlamentari, oggi, sarebbero legittimati a collezionare ogni mese, nel proprio armadio-portafoglio, i diecimila euro confezionati loro su misura dal collega stilista?

Sansone 2012

"Sì a Renzi e a Grillo – va insistendo Paolo Flores d’Arcais, direttore della rivista "MicroMega" – perché è una scelta razionale per mandare tutto in frantumi".

Paolo Flores d’Arcais da Sacra Bibbia: muoia Sansone con tutti i filistei.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti