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Istituire un Registro delle Unioni Civili

Parte la raccolta di 5 mila firme per la proposta di una delibera di iniziativa popolare
di Claudia Tifi - 9 Marzo 2007

5000 firme in 90 giorni per richiedere l’istituzione presso il Comune di Roma del "Registro delle Unioni Civili" è l’obiettivo che si sono posti 8 associazioni tra cui l’Associazione Radicali Roma e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, aiutati da esponenti di Istituzioni locali che approvano.

Se i tre mesi saranno sufficienti alla raccolta firme, entro i successivi 4 la delibera popolare, consegnata il 7 marzo in Campidoglio, potrà essere discussa in Consiglio Comunale.

Sabato 10 marzo a piazza Farnese si svolgerà la manifestazione per i diritti dei conviventi e le unioni civili, sia etero che omosessuali: un’occasione importante per esprimere solidarietà nei confronti di fascie sociali che tuttora non si ritengono sufficientemente considerate e tutelate.

"Dopo 8 anni di governo Rutelli e 6 di Veltroni” afferma Andrea Maccarrone del Direttivo del circolo Mario Mieli “siamo ancora fermi. La giunta Veltroni si è dimostrata incapace di rispondere alle esigenze delle realtà Glbt (gay, lesbica, bisessuale e transgender) e della società laica in generale. "

Le ultime dichiarazioni di Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le Attivitaà Culturali, per cui  “i diritti delle coppie di fatto non sono la priorità”, e della senatrice DL Paola Binetti, per cui “L’ omosessualità è una devianza della personalità” sono state fortemente criticate.
A scatenare le proteste, anche da parte dei conservatori clericali, è stato il DICO, un disegno di legge in materia di "Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi", approvato dal Consiglio dei Ministri dell’8 febbraio, su proposta del Ministro per i Diritti e Pari Opportunità e del Ministro delle Politiche della Famiglia.

"Mi dispiace per la Binetti e per le sue parole”’ è la replica di Gianluca Santilli, Presidente DL del Consiglio del Municipio VI e impegnato nella battaglia sui diritti civili "ma credo che l’idea di una Margherita clericale non sia aderente alla realtà. Io ho votato sì ad un ordine del giorno del consiglio sul registro delle coppie di fatto anche perché non credo che l’iscrizione a un partito possa pilotare la mia coscienza".


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