IV Municipio: dal 19 novembre ampliata la differenziata, ma nei cassonetti

Il porta a porta solo per Villa Spada e Settebagni
di Concetta Di Lunardo su www.di-roma.com - 9 Novembre 2012

L’imminente chiusura della discarica di Malagrotta e l’obiettivo strategico per Roma di differenziare rifiuti al 50% entro il 2014, coinvolgerà un milione di romani di cui 202 mila in IV Municipio. In via sperimentale dal 19 novembre in quarto la raccolta "spinta", con i cassonetti in strada, riguarderà l’87% del totale dei residenti, cioè 176mila cittadini.

Per i restanti 26 mila residenti dei quartieri di Villa Spada e Settebagni scatterà il porta a porta che differenzierà, organico, carta, multi materiale leggero e materiali non riciclabili. Solo per la raccolta del vetro, tutti i residenti del municipio differenzieranno in strada, negli appositi cassonetti verdi. "Con questo progetto pilota – dichiara il presidente di Ama, Piergiorgio Benvenuti – contiamo di raggiungere entro la fine dell’anno il 30% di rifiuti differenziati.

Tutti i cittadini residenti separeranno in casa, è già in distribuzione loro un kit composto da contenitori e sacchetti per carta e vetro, e una biopattumiera con sacchetti biodegradabili per gli scarti alimentari. Unica differenza è che al momento del conferimento i 176 mila abitanti dovranno utilizzare i cassonetti stradali grigi per la raccolta dei materiali non riciclabili, mentre i 26 mila di Villa Spada e Settebagni vedranno prelevati porta a porta i rifiuti dai bidoncini condominiali dagli operatori Ama.

«È un’accelerazione straordinaria – disse a giugno alla presentazione del nuovo sistema di raccolta il sindaco Gianni Alemanno – che adesso possiamo dare grazie al sostegno economico del ministero e ad una nuova metodologia».

 Accelerazione che potrebbe non portare i risultati sperati dichiara Piero Cannistraci – presidente dell’Associazione Rifiuti Zero Sicilia – che forte dell’esperienza di comuni virtuosi come Capannori (Lu) e tanti altri disseminati in tutta Italia da nord a sud, dove si hanno percentuali di differenziata anche al di sopra dell’80%, ribadisce che: «Fare la differenziata è combattere contro il sistema affaristico/mafioso delle eco-mafie. Qual è la logica di investire in forniture di "cassonetti” piuttosto che in infrastrutture idonee per il trattamento dei rifiuti? (isole ecologiche, siti di compostaggio, stabilimenti per il Trattamento Meccanico Biologico a freddo per il recupero della materia). Meglio dei cassonetti le "compostiere da giardino" per chi ha la possibilità, perché questo sistema prevede lo sgravio sulla bolletta del 40% sulle spese fisse ( la nostra ATO CT3 Simeto-Ambiente lo prevede). Noi puntiamo a rompere quel "sistema" affaristico/mafioso che gira intorno ai rifiuti, mentre nel settore si continua ad operare nell’ottica delle mega-discariche e degli inceneritori, scartando a priori le soluzioni più semplici ed economicamente più convenienti che alimentano un giro miliardario, incurante della salvaguardia del territorio e della salute pubblica».

Analisi coerente con i dati riportati da Repubblica, “con quanto emerso dall’audizione, in commissione parlamentare sulle ecomafie, del direttore tecnico che gestisce la discarica di Malagrotta, ingegner Stella, da cui risulta che il trattamento meccanico biologico (tmb) dei rifiuti, funziona solo al 50%, perché Ama non consegna i rifiuti trattabili sufficienti, preferendo mandarli in discarica, il vicepresidente della commissione ambiente, Athos De Luca, che da tempo denunciava queste procedure, messe in atto per risparmiare, non facendo funzionare a pieno gli impianti Tmb, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

Si annuncia guerra tra i comitati di quartiere in IV municipio e l’Ama rifererisce Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere Serpentara:«alla riunione del 10 con i Cdq del quarto e l’Ama, il presidente Benvenuti ci ha comunicato che il 19 sarebbe partita la differenziata, non c’è stato scambio di proposte a tal punto che non era chiaro il vero motivo dell’incontro, Solo dopo insistenza e forti pressioni ci hanno promesso spiegazioni sul progetto e sui criteri di scelta dei quartieri per la raccolta porta a porta. Spiegazioni che ancora non ci hanno fornito. Credo che differenziare significhi qualcosa di diverso che una mera sostituzione di cassonetti, provenienti da appalti onerosi. Improprio il termine differenziata visto che nessuno controlla chi e cosa getta negli stradali. E’ il porta a porta che responsabilizza il cittadino che diventa controllore e controllato. Peraltro ci dovrebbero spiegare perché i cassonetti sono dello stesso colore verde e perché il kit familiare rifiuti confluiranno nei cassonetti stradali che non saranno controllati da quei cittadini senza senso civico. Invito pertanto l’Ama a darci risposte chiare nell’incontro del 14 lle ore 17.30 al mercato Conca D’Oro».


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