La Ballata di Ginevra di Tina Emiliani all’Aleph in Trastevere

Venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 17,30 in vicolo del Bologna 72 la presentazione del libro
Redazione - 11 Dicembre 2017

Venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 17,30 all’Aleph in vicolo del Bologna, 72 a Roma Trastevere presentazione del libro di Tina Emiliani LA BALLATA DI GINEVRA tre passi tra le nuvole … e oltre (Prefazione di Elio Pecora, Edizioni Empiria, Roma 2017).

Ne parleranno Marcello Carlino e Gabriella Palli Baroni

Lettore: Stefano Quatrosi

Tema dominante della poetica di Tina Emiliani è certo l’Amore, inteso come linfa vitale, esperienza di sé nella storia, La meraviglia e l’ombra di un crescere grazie ed attraverso la cruciale educazione sentimentale, porta l’autrice di questa Ballata in prosa, alla scoperta del proprio universo di pulsioni fisiche, raccontando con squarci sociologici interessanti e didattici, orizzonti di un’autocoscienza femminile, specchio di carne e d’anima, nello scenario congiunturale della società italiana del secondo Novecento.

Proprio quest’ottica di sentimenti nella storia offre a Tina Emiliani, in questa sua opera narrativa, La ballata di Ginevra, la possibilità di integrare privato e pubblico, sogni e poesia, nel contesto di una società che, della questione femminile ha fatto uno dei suoi scenari più forti di scontro e confronto tra tradizione e innovazione. Un’aura di … purezza e pericolo caratterizza, specie la seconda parte dell’opera, Di che colore è il vento. L’intero corpus narrativo de La Ballata di Ginevra è testura complessa, accesa anche da toni lirici intensi. Si tratta sempre di un documento forte, nelle sue varie parti. C’è una centralità sentimentale in formazione, che non nasconde anzi rivela nell’intreccio la testimonianza di un profondo percorso di una coscienza- specchio di una donna che, parla a generazioni presenti e future sull’onda della memoria di passioni e di lotte per la conquista di libertà sociali e personali frutto storico di un’emancipazione antropologico- culturale che oggi pare smarrirsi nell’omologazione della donna oggetto.

Tornano in mente echi di Comizi d’amore e d’altre inchieste corsare di Pasolini sulla sessualità e sulla società, in cui si sono spente le lucciole, ovvero l’Italia travolta dalla nuova preistoria del progresso capitalista della banalizzazione. L’invito che sale invece dalle pagine del romanzo breve della Emiliani è la capitalizzazione del sentimento, l’economia di una profonda tenerezza consapevole come base anche pedagogica per una totale maturazione del sé intimo e poi sociale.

 


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