‘La casa della vita’ di Mario Praz

Il Museo a Roma, a Palazzo Primoli in via Zanardelli 1
di Francesco Cozzi - 13 Luglio 2011

 

Era immaginabile che Mario Praz, uomo di variegata ed alta cultura, viaggiatore instancabile, esperto di gran classe di filosofia dell’arredamento e fine critico d’arte, fosse vissuto in una casa-museo determinata dalla cura che egli, da raffinato segugio, aveva arredato in purissimo Stile Impero con mobili, quadri, sculture e oggetti fiutati in tutta Europa con l’occhio di chi sa già come adattarlo alla sua casa. “La casa della vita” oggi è Museo perché, prima di morire Mario Praz nel 1980 propose allo Stato di acquistare la sua raccolta perché, come egli stesso scrisse: “la collezione rimanesse integra in tutti i suoi componenti, a Roma e sotto il mio nome”.   Il Museo Praz si trova al terzo piano di Palazzo Primoli dove sono già alloggiati il Museo Napoleonico e la ragguardevole biblioteca della Fondazione Primoli determinando un polo di “notevolissimo interesse per gli studi d’arte, di letteratura e di storia sul secolo XIX” (P. Rosazza Ferrarsi, Direttrice del Museo Mario Praz).   La casa che il visitatore si trova a visitare con stupita ammirazione trova gli ambienti pressoché immutati rispetto all’esperta collocazione che il collezionista aveva attuato. Mario Praz venne ad abitare in questa splendida casa nel 1969 rimanendovi fino alla sua morte.   I nove ambienti in cui si articola la casa sono stipati delle opere della collezione, certamente seguendo le stanze della memoria e le stanze del vivere quotidiano. Percorrerle è un piacere degli occhi e dello spirito, pur ravvisando quella intimità tipica del vivere certamente non banale, mai superficiale del padrone di casa.   Scrive lo stesso Mario Praz: “L’ambiente diviene un museo dell’anima, un archivio delle sue esperienze, essa vi rilegge la propria storia, è perennemente conscia di sé, l’ambiente è la sua cassa armonica dove, e costì soltanto le sue corde rendono la loro autentica vibrazione”. Voglio ricordare le opere: la Pittrice al cavalletto del 1812 di J. Aparicio in cui la grazia della fanciulla in un vestito candido come il suo volto lascia trasparire l’incarnato delle sue spalle; il ritratto di Ugo Foscolo dipinto da François Xavier Fabre, e così via fino allo stretto ambiente in cui Mario Praz amava desinare davanti alla finestra che infilava una romantica via dei Soldati, così stretta e lunga da far d’un balzo rimembrare la Roma ottocentesca.   Scrive ancora Mario Praz: “tra tanti visitatori indifferenti o distratti o volgari, vi sarà l’anima sensitiva che, sia pure per un momento si sentirà investita da quel calore che un tempo animò tutti i begli arredi.”   Museo Mario Praz, via Zanardelli 1, tel. 06.6861089. Orario: 9-14/14.30-19.30, lunedì 14.30-19.30. Chiuso mai. Ingresso libero. Spazio senza barriere architettoniche.  

 


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