La casta de “agli ordini signor onorevole” – Mario ed Amelia – Quozienti distratti

Fatti e misfatti di dicembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 30 Dicembre 2011

La casta de "agli ordini signor onorevole"

"I commessi assunti per "servizi d’aula" – si legge nel bilancio consuntivo 2010 della Camera dei deputati – vengono retribuiti con 2.618 euro netti mensili alla prima assunzione, 5.613 dopo quindici anni di lavoro e 9.400 a fine carriera".

Compiti di responsabilità, certo, quelli di aprire e chiudere le porte all’interno di Montecitorio, premere il bottone per chiamare l’ascensore, portare un bicchiere d’acqua in aula a qualcuno, dividere – quando capita – gli onorevoli che vorrebbero darsela di santa ragione. Compiti di responsabilità, certo, che nulla hanno a che vedere con i compiti di responsabilità di tante categorie di lavoratori, oltretutto qualificati e spesso laureati, ma che guadagnano, a fine carriera, quanto loro guadagnano appena assunti. Un’altra casta? Sì, un’altra casta: quella de "agli ordini signori onorevoli".

Mario ed Amelia

"Il "premier" Mario Monti – notizia di ieri – ha chiamato nella sua squadra, con il ruolo di "portavoce responsabile per la stampa estera", Amelia Torres".

Ma chi è Amelia Torres? E’ colei la quale, fino ad ora, ha rivestito il ruolo di portavoce dell’attuale Commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, e, per questo suo ruolo, ha guadagnato, fino ad ora, circa undicimila euro al mese. Due, allora, le possibilità. La prima: Amelia Torres, affascinata dal rigore del nostro "premier" Mario Monti, verrà in Italia rinunciando – in segno di solidarietà con gli italiani "sotto torchio" – a una buona parte del suo compenso. E, allora, grandi applausi a lei e grazie al suo buon cuore. La seconda: Amelia Torrres, innamorata del suo compenso europeo, verrà sì in Italia, ma senza rinunciare – sorda ad ogni solidarietà con gli italiani "sotto torchio" – nemmeno ad un centesimo del suo compenso. E, allora, sonori fischi al "premier" Mario Monti e grazie per le continue e sempre nuove scandalose eccezioni all’indispensabile regime di rigore per salvare noi e l’Europa.

Quozienti distratti

"Sull’ "Imu" prima casa – ha deciso, com’è noto, il Governo – sarà possibile detrarre l’importo di 50 euro per ogni figlio convivente (fino ad otto) di età inferiore ai 26 anni".

Pierferdinando Casini ha subito benedetto la decisione come un successo della sua politica fondata sul "quoziente familiare". Peccato, tuttavia, che il suo "quoziente di attenzione" non gli abbia subito segnalato il resto della decisione del Governo. E, cioè, la possibilità di detrarre i 50 euro per ogni figlio convivente "indipendentemente dal reddito di questi". Peccato, dunque, che il suo "quoziente di deduzione logica" non abbia subito potuto fargli dedurre questa incredibile assurdità: possibilità di dedurre i 50 euro per un figlio minore di 26 anni anche se questo figlio dovesse guadagnare – per dire – 100 mila euro al mese e, d’altra parte, impossibilità di dedurre i 50 euro per un figlio maggiore di 26 anni che fosse invece disoccupato. Esemplificando: se il figlio dell’on "x" o dell’imprenditore "y" al di sotto dei 26 anni fosse stato "piazzato" in un ente "z" con un forte reddito, l’on "x" o l’imprenditore "y", avendolo ancora in famiglia, potrebbero dedurre dall’"Imu" prima casa, per lui, 50 euro. Se il figlio del disoccupato "x" o dell’operaio "y" avessero ancora in famiglia un figlio al di sopra dei 26 anni senza lavoro, non potrebbero invece detrarre, per lui, neppure un centesimo. Alla faccia del "quoziente familiare" di Pierferdinando Casini e ai principi di equità tanto sbandierati dal Governo Monti. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti