La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami riapre il 19 marzo, in via straordinaria, per festeggiare i papà

Le impalcature del restauro quinta emozionante per coloro che sono riusciti ad entrare
Olga Di Cagno - 20 Marzo 2019

Riuscitissima l’iniziativa voluta dal Vicariato di Roma per festeggiare la ricorrenza di San Giuseppe.

In occasione della festa del santo, 19 marzo, si è svolta un’apertura straordinaria della chiesa che dopo l’Agosto scorso, quando è crollato il tetto, è rimasta chiusa per consentire i lavori di messa in sicurezza.

Il cantiere è in pieno svolgimento, ma grazie allo sforzo dei progettisti dello studio del Prof. Giorgio Croci e del Vicariato romano, il 19 marzo, festa del santo patrono della basilica, è stato possibile partecipare ad una celebrazione della parola durante la quale il cardinale Francesco Coccopalmerio, titolare della chiesa, dopo un predica acuta, sensibile e dedicata  predica al ruolo dei papà nell’educazione dei figli  ieri come oggi (simpaticamente ironico è stato il momento nel quale Sua Eminenza ha paragonato i momenti di difficoltà dei moderni genitori con quelli che, sicuramente, hanno vissuto Giuseppe la sua Sposa crescendo, accudendo ed allevando un figlio adolescente, anche se rispondeva la none di Gesù) ha impartito la benedizione a tutti i papà presenti.

Un momento intenso ed ecumenico che ha visto protagonista la testimonianza di una tra le chiese che conserva, al di sotto del livello pavimentale, una tra le più antiche memorie storiche ed archeologiche della presenza di Pietro a Roma: il Carcere Mamertino; lì appunto, fu imprigionato l’Apostolo prima di essere condotto dalle pendici del Colle Campidoglio fino al Circo posto sul Colle Vaticano dove nel 67 d.C. subì il martirio.

Un momento corale e pastorale perché ha visto famiglie e molti papà rispondere all’invito di monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare della Diocesi di Roma, per festeggiare insieme una festa dedicata alla figura fondamentale del ruolo di padre/educatore.

Un momento musicale perché ad introdurre la liturgia sono stati i giovani partecipanti all’orchestra e coro dell’I.C. Via Carine, per la precisione la scuola media musicale Mazzini, che, sebbene di numero esiguo data la grandezza della chiesa, hanno eseguito limpidamente due brani tratti dalla tradizione siciliana uno e dal repertorio classico l’altro.

Un momento di orgoglio per i tecnici che a pochi mesi dal crollo devastante del tetto hanno potuto permette l’apertura, sebbene straordinaria, della chiesa. Entrare e vedere le enormi, ingombranti ma solide impalcature che sorreggono le parti restanti delle falde di copertura ha alimentato nei presenti la consapevolezza dell’importante lavoro di studio, progettazione e restauro che si sta compiendo per salvare e salvaguardare parte del nostro patrimonio culturale.

Alessandro Bozzetti, ingegnere associato allo Studio Croci e progettista degli interventi di messa in sicurezza e degli interventi di consolidamento e restauro, in una recente intervista, infatti, ha tenuto a ribadire che grazie al materiale recuperato (statue e frammenti vari) si potrà arrivare ad un ottimo risultato di ripristino e reintegro.

Alla fine della celebrazione, tutti insieme, papà, bimbi e presenti hanno potuto gustare anche i bignè e le zeppole offerte dal Vicariato e così terminare il momento di preghiera in un festoso e movimentato momento di allegra convivialità.


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