La città di Roma conquista il Parco della Cellulosa

Il Consiglio Comunale ha accettato la richiesta di acquisto del monumento naturale sostenuta dai cittadini
di Mariangela Di Serio - 29 Novembre 2012

I cittadini romani finalmente ce l’hanno fatta. Il Comitato promotore per il Parco ha coinvolto numerosi cittadini e le associazioni del territorio che si sono battute per consegnare il Parco della Cellulosa alla città di Roma. L’acquisizione al patrimonio capitolino della rinomata area verde, conclude la lunga battaglia del Comitato Parco della Cellulosa e dei cittadini per la tutela di questo meraviglioso parco composto da 14 ettari, sito tra via di Casalotti, via della Cellulosa, via di S. Seconda (XVIII Municipio),che dall’11 maggio 2006 , con Decreto Legge Regionale n. 165, è stato definito Monumento Naturale Parco della Cellulosa.

A partire dal 2006, l’area appartenuta al disciolto Ente Nazionale Cellulosa e Carta è stata recuperata dallo stato di abbandono, aperta al pubblico, gestita e curata da volontari. Maria Gemma Azuni, Presidente del Gruppo Misto Sinistra, Ecologia e Libertà ha dichiarato:“ Il parere favorevole dell’Assemblea Capitolina è frutto dell’impegno e la costanza del comitato,
di cui mi sono fatta portavoce, nel sensibilizzare l’amministrazione ad approvare questo atto definitivo; una vittoria che rende giustizia all’impegno profuso. Il Parco della Cellulosa diviene bene comune, patrimonio per tutti i cittadini romani. Unendo le forze siamo riusciti a salvaguardare un’area verde situata in una zona ad alta intensità abitativa da ulteriori colate di cemento e dalla realizzazione di esclusivi circoli privati. L’impegno continuerà affinché il Parco sia reso accessibile e sicuro e le strutture edilizie presenti siano destinate a funzioni attinenti alla tutela del parco, alla cultura e a centri di aggregazione per le realtà associative presenti nel territorio”.

Il Parco è stato voluto ed è attualmente gestito dal Comitato promotore per il Parco, un gruppo di cittadini che è riuscito a convogliare su questo tema le energie delle associazioni del territorio e di tanti semplici cittadini. Tutto senza pesare sulle finanze pubbliche, tutto fatto con pochi mezzi ma con grande caparbietà. 


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