La “cocciniglia tartaruga”, un nuovo parassita che colpisce i pini di Colli Aniene

Un nuovo pericolo incombe sul patrimonio arboreo del quartiere e di tutta Roma
Antonio Barcella - 18 Novembre 2020

Dopo la distruzione di gran parte delle palme presenti nella città ad opera del “punteruolo rosso”, un nuovo pericolo incombe sul patrimonio arboreo di Colli Aniene e di tutta la città di Roma.

L’invasione di insetti battezzati “cocciniglia tartaruga” (Toumeyella parvicornis) colpisce soprattutto i pini domestici o da pinoli (Pinus pinea) ampiamente diffusi in aree private, pubbliche e foreste del territorio regionale. Il parassita, un fitofago che potrebbe causare gravi deperimenti alle alberature, è ancora una volta una specie aliena arrivata sul nostro territorio in maniera sconosciuta.

La Toumeyella parvicornis è una specie originaria del Nord America ed è stata segnalata per la prima volta nei Caraibi (Isole Turks e Caicos) nel 2005 con infestazioni su Pinus caribaea. Viene chiamata anche “cocciniglia tartaruga” per la rassomiglianza del proprio scudetto al guscio della tartaruga. L’infestazione provoca una riduzione nel vigore degli alberi e limita la produzione di semi. Essa provoca anche deperimento delle piante attaccate e spesso porta alla loro morte. La grande quantità di melata prodotta dal parassita conferisce agli alberi attaccati un aspetto lucido e favorisce il successivo sviluppo di fumaggine che ricopre interamente gli aghi dei pini e i rami. Tale stratificazione porta ad una riduzione della fotosintesi e quindi comporta il deperimento degli alberi. Dalle osservazioni di campo effettuate ai Caraibi (Malumphy et al., 2012) la T. parvicornis presenta diversi cicli biologici durante l’anno. La cocciniglia potrebbe avere un comportamento simile anche in territorio italiano, ma è prematuro stabilire la sua biologia sulla base delle osservazioni effettuate fino a questo momento. È opportuno, pertanto, adottare specifiche misure fitosanitarie idonee alla sua eliminazione radicale o almeno al suo contenimento ed impedirne l’introduzione e la diffusione in nuove aree.
Nel quartiere di Colli Aniene vi sono già diversi pini colpiti dalla cocciniglia tartaruga. In particolare, alcuni alberi tra Via Giuseppe Spataro e Via Mario Cingolani sono stati attaccati dal parassita e stanno perdendo tutta la chioma verde coprendosi di una patina nera.

Laboratorio Analisi Lepetit

Toumeyella parvicornis: rimedi e cure

La metodica di lotta al parassita più promettente sono i trattamenti endoterapici abbinati a lavaggi in chioma con acqua e tensioattivi autorizzati o sali di potassio, meglio se effettuati con getti ad alta pressione in modo da contrastare la presenza di fumaggini e agire meccanicamente sugli stadi fissi. Attualmente in ambito italiano i limitatori naturali dello sviluppo della cocciniglia tartaruga sono estremamente limitati; l’unico predatore rinvenuto con discreta attività su T. parvicornis è il coccinellide Cryptolaemus montrouzieri nell’estate 2016. Questa coccinella, già utilizzata per il controllo naturale di altre cocciniglie, soprattutto Planococcus citri, è fortemente specializzato come predatore della cocciniglia farinosa degli agrumi, al punto tale da aver sviluppato un perfetto mimetismo dei suoi stadi larvali rispetto alle neanidi di planococco. Questo predatore non è finora risultato troppo attivo nel lungo periodo contro la Toumeyella.
Infine, in alcuni individui di T. parvicornis sono stati trovati esemplari di un parassitoide del genere Metaphycus, la cui attività parassitaria potrebbe, nel lungo periodo, anch’essa contribuire a limitare le popolazioni della cocciniglia.
La presenza di questi parassiti e predatori naturali va sicuramente salvaguardata anche quando si è costretti ad intervenire con fitofarmaci in chioma per ridurre le infestazioni di Toumeyella. (fonte Roma Giardini ).

Regioni come la Campania si sono già attrezzate per i trattamenti e il monitoraggio del patrimonio arboreo colpito dall’insetto nocivo. Nella nostra città il problema non è certamente banale. L’azione del parassita su oltre 4 milioni di pini presenti nella capitale potrebbe essere devastante. I trattamenti sarebbero ancora in via sperimentale e dovrebbero iniziare dalle ville storiche e monumentali del comune di Roma. Auspichiamo che si proceda ad una accelerazione della tutela del patrimonio arboreo prima che i “pini domestici” facciano la stessa fine delle “palme” quasi scomparse dal nostro territorio. È importante che si tuteli la periferia nello stesso modo in cui si interviene nelle ville storiche e nel centro storico.

La segnalazione di questa problematica è giunta in redazione grazie alla segnalazione inviata da Stefano A.

Antonio Barcella


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti