La Comunità montana al lavoro per la sicurezza idrogeologica

Con gli interventi a Pentima Stalla, Tuscolo e Valle Dodici - Pian Quintino
Enzo Luciani - 10 Novembre 2011

La drammatica attualità legata al maltempo riporta in auge con urgenza il problema della sicurezza idrogeologica dei territori, a cui la Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, come molte altre in Italia, ha sempre dedicato un’attenzione e un impegno particolari, ergendosi a difesa della salute del territorio e della popolazione.

Al Tuscolo da poco l’Ente ha effettuato il consolidamento di versanti rocciosi a rischio di frana, mentre è recentissimo il completamento dei lavori al Fosso di Pentima Stalla in comune di Rocca di Papa, dove, dopo decenni, si è arrivati a mettere in sicurezza decine di abitazioni sorte incautamente lungo il fosso e afflitte da allagamenti alle prime piogge invernali. Un intervento similare è stato effettuato dall’Ente Montano anche nella zona di Pianquintino-Valledodici tra Monte Compatri e Colonna, portando anche qui il problema a soluzione.

"L’Italia ha subito negli ultimi decenni un drastico mutamento socio-economico: – constàta il Presidente della Comunità Montana Giuseppe De Righi – l’abbandono progressivo dell’economia agricola tradizionale che garantiva stabilità al terreno, in favore di una più conveniente attività edilizia, ha prodotto un’instabilità di cui oggi si avvertono le pesanti conseguenze. Il nostro Ente – sottolinea – già da diversi anni ha avviato una politica di risanamento e consolidamento del territorio, che allora forse a qualcuno è sembrata persino visionaria, ma che oggi si dimostra puntuale e di estrema attualità".

A Pentima Stalla, grazie all’opera realizzata dalla Comunità Montana di deflusso controllato dell’acqua piovana, il problema non esiste più. Ne dà testimonianza un residente, il signor Giovanni Pascetta, che da oltre 50 anni è proprietario di un appezzamento a ridosso del Fosso, su cui insistono alcune abitazioni di famiglia "Quest’anno finalmente – ci dice Pascetta – abbiamo guardato il primo acquazzone stagionale in completa tranquillità. Tutto ha funzionato per il meglio, le nostre case non hanno subito allagamenti, mentre l’anno passato, di questi tempi, nei piani bassi di casa eravamo con l’acqua alle ginocchia. Veramente un lavoro utile e ben fatto".

Una nota di merito arriva anche dalla Regione Lazio, che ha sempre sostenuto l’Ente nei suoi interventi di risanamento "La Comunità Montana ha sempre fatto la sua parte con vera lungimiranza- sottolinea l’ing. Giuseppe Tanzi, Dirigente dell’Assessorato all’Ambiente -Dove è stata richiesta di intervenire, si è saputa caricare problematiche che i Comuni faticavano ad assumersi e le ha risolte con capacità e determinazione."

Molto è stato fatto dall’Ente in tema di sicurezza, ma molto resta ancora da fare. "Speriamo che le opere realizzate siano sempre mantenute in perfetta efficienza – auspica il responsabile dell’ufficio tecnico, il geometra Giovanni Libertini – ma intanto, oltre a sperare, bisogna continuare a lavorare sulla prevenzione senza abbassare la guardia, amministrazioni e cittadini insieme." Tutti possono farsi parte diligente in questa opera di tutela territoriale, contribuendo con comportamenti responsabili alla manutenzione delle opere, una parola chiave in tema di prevenzione e sicurezza. Chi ha visto le immagini televisive di questi giorni, avrà compreso come un territorio senza manutenzione prima o poi si vendica.

"Credo in definitiva – chiosa De Righi – che questa Comunità Montana abbia creato un modello nella tutela ambientale, dimostrando di sapere svolgere, con i Comuni, un ruolo di presidio vero sul territorio imprescindibile dallo sviluppo socio-economico locale e di questo non nascondiamo di sentirci orgogliosi". 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti