La conferenza stampa di Miroslav Klose dopo il derby

Il tedesco elogia la squadra e si candida come protagonista della serie A
di Nicolò Amato - 18 Ottobre 2011

Martedi 18 ottobre ore 13:30, a Formello il post-derby continua. Davanti al cancello d’ingresso tanti tifosi, tanta gente che aspetta la squadra che si allenerà alle 15:30, ma soprattutto l’uomo derby, quello che ha deciso la partita all’ultimo secondo e ha chiuso il digiuno della Lazio nella stracittadina che durava da due anni: Miroslav Klose.

Alle 14:00 in una sala stampa gremita comincia la conferenza del tedesco. A chi gli chiede le sensazioni prima e dopo il derby risponde che era cosciente del valore della partita, "soprattutto per i risultati negli scontri precedenti, è proprio questo, dice, che ci ha spinto a non mollare fino alla fine. La Lazio può puntare in alto ma restiamo con i piedi per terra. In Europa league vediamo come reagiremo nelle prossime partite che ci aspettano.
Il titolo di capocannoniere della serie A? Non ci penso, vediamo".

Un Klose a tutto campo che risponde anche in merito allo striscione antisemita apparso in Curva Nord e riportato sui principali quotidiani: "il calcio e la politica non devono mai mescolarsi perché non hanno nulla in comune" risponde.
Dei suoi rapporti con Reja dice che "non sono importanti le relazioni tra allenatore e singolo ma come la squadra si allena e lavora in gruppo. Cissè è un grande giocatore ma è normale essere criticati quando non si fa goal".
Poi un giornalista gli chiede delle dichiarazioni di Totti su di lui prima della partita: "chi lavora con me, sa come mi alleno e non si stupisce".
"Osvaldo? Non ho letto la scritta che aveva sotto la maglietta, peccato che non ho avuto il tempo di far vedere la mia!"

Dopo aver indicato Milan, Udinese, Juventus e Lazio come le squadre più forti saluta tutti con un sorriso per raggiungere il resto della squadra in vista del bagno di folla previsto subito prima degli allenamenti a porte aperte.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti