La “cresta” dello Stato alle Onlus – I poveri “moderni gladiatori” del giudice Valter Giovannini – Lezioni inopportune – “La Favorita” e “Il Favorito” alla “Scala” di Milano – La “Ballata del Franco economista”

Fatti e misfatti di luglio 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 5 Luglio 2012

La "cresta" dello Stato alle Onlus

"Zitto zitto – è la denuncia delle Onlus che sopravvivono soprattutto con il 5 per mille che gli italiani assegnano loro nella denuncia Irpef – lo Stato, da questo 5 per mille, si è trattenuto un bell’ 1 per mille. Invece di versare loro i 463 milioni, come indicato dai contribuenti, ne verserà soltanto 383. Ben 80 in meno, cioè, pari ad un cospicuo 17%".

C’è da stentare a crederci. Ma, se fosse proprio così, ci mancava anche questo. Ci mancava che lo Stato, pur di racimolare un altro gruzzoletto di euro, si mettesse a fare la "cresta" sulle somme destinate, da chi paga le tasse, a quegli enti con accertati scopi sociali ed umanitari. I quali enti, oltretutto, vanno troppo spesso a colmare proprio le carenze delle istituzioni pubbliche.

I poveri "moderni gladiatori" del giudice Valter Giovannini

"I giocatori della squadra calcistica di Bologna che erano stati denunciati per avere utilizzato permessi per disabili in modo da poter scorrazzare tranquillamente per le strade del centro storico – si legge nella richiesta di archiviazione del caso presentata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini – vanno prosciolti da ogni accusa perché – testuale – "nel nostro Paese i "moderni gladiatori" (cioè i calciatori) vivono in una sorta di bolla immateriale che, salvo rare eccezioni, li mantiene avulsi dal quotidiano, al limite della incapacità di badare agli affari correnti di natura burocratica che affaticano invece ogni persona che non pratica, ad alti livelli, l’arte pedatoria".

Occasione dunque persa, dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, per bucare con il sottile ago della Giustizia la "bolla" nella quale lui vede prigionieri i "moderni gladiatori" in maglietta e mutande, per riportare questi poveri "avulsi" nel mondo reale delle regole e dei doveri, per cominciare a renderli finalmente capaci di badare a "quegli affari correnti di natura burocratica", ad affaticarli, almeno un po’, come tutti quelli che, non praticando ad alti livelli addirittura un’"arte pedatoria", possono e debbono invece, senza tante storie e tante benevole giustificazioni, stressarsi dietro quotidiani assurdi pubblici e privati. Occasione persa, sì, dal procuratore aggiunto Valter Giovannini per dimostrarsi sempre al di sopra delle parti e, magari, del tifo calcistico. E, al di là dell’inquietante sua richiesta nel caso specifico dei "moderni gladiatori" bolognesi, per dimostrare che non è vero ci sia bisogno che certi magistrati debbano essere chiamati a rispondere di certe loro decisioni. C’è bisogno, come si continua a constatare, c’è invece bisogno e come. E sarebbe auspicabile che ne prendesse finalmente atto anche il Consiglio superiore della magistratura.

Lezioni inopportune

"La multinazionale tedesca "E.On" che opera da dieci anni nel territorio di Porto Torres – ha denunciato di nuovo il Comune – non ha mai pagato un euro di Ici e, quest’anno, nemmeno un euro di Imu".

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La multinazionale tedesca "E.On", fatti i conti, ha dunque sottratto finora, al Comune di Porto Torres, ben 360 mila euro. Il che è grave. E più grave diventa quando questo viene ad aggiungersi al mancato pagamento di tasse, sanzioni ed interessi fin dal 1997, da parte del colosso tedesco "Bosch", per un ammontare complessivo di un miliardo e 400 milioni, per incassare i quali il Fisco italiano sta ancora trattando comunque al ribasso. Ma dalla Germania, allora, sarebbe forse il caso che non continuassero ad arrivare, dall’alto e anche dal basso, lezioni sui virtuosi e doverosi comportamenti da seguire da parte delle Istituzioni e dei cittadini italiani.

"La Favorita" e "Il Favorito" alla "Scala" di Milano

"Il soprintendente della "Scala" di Milano, Stéphane Lissner – ha denunciato "Il Giornale" – oltre a percepire un compenso annuo, compresi incentivi, missioni e rimborsi vari, di circa 850 mila euro e un premio di 300 mila euro che percepirà quando avrà terminato il suo mandato, costa al teatro 85 mila euro l’anno per l’affitto dell’appartamento in pieno centro città e 71 mila euro l’anno per l’autista che lo accompagna sempre su una extralusso "Bmw"".

Ma – ecco il punto – la "Scala" di Milano ha un bilancio così florido da potersi permettere un costo così rilevante per il suo soprintendente? Assolutamente no, considerato che, anzi, è da anni in "profondo rosso". Allora, però, il costo rilevante potrebbe essere giustificato dal fatto che il soprintendente Stéphane Lissner, il più caro del mondo, abbia ottenuto dei risultati particolarmente rilevanti durante la sua gestione. Nemmeno questo. Stando, almeno, ai critici più qualificati. Di scena da anni alla "Scala" di Milano, dunque, non "La Favorita" di Gaetano Donizetti, ma "Il Favorito" di Stéphane Lissner.
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La "Ballata del Franco economista"

"L’Italia – spiegherà Franco Battiato in una intervista che verrà pubblicata domani sull’inserto del "Corriere della sera" – ce la farà e ce la farà da sola".

Ma Franco Battiato – come si legge su "Wilkipedia" – "il cantautore, compositore, regista, scrittore e pittore italiano… con molteplici interessi tra i quali l’esoterismo, la filosofia, la mistica sufi e la meditazione orientale"? Proprio lui. Evviva, allora, quella che sarà, domani sull’inserto del "Corriere della sera", la sorprendente e originale "Ballata del Franco economista". 


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