La dama bianca si fa attendere mentre il ghiaccio avvolge la città eterna

Giulia Forestiere - 10 Gennaio 2017

Dal Trentino alla Sicilia è arrivata la morsa del freddo. In questi giorni le temperature nel centro sud e soprattutto a Roma sono arrivate sotto lo zero in quasi tutti i quartieri: nei dintorni di Roma est il termometro ha toccato -5 gradi, a Tor Vergata.

Un pochino più “caldo” al centro storico, dove la minima registrata è stata -1.7 gradi provocando un’atmosfera magica in tutta la città. Il sole è stato un fedele compagno del gelo arrivato nelle giornate del 7 e 8 gennaio con temperature che non sono riuscite ad andare oltre i 3 gradi nemmeno nelle ore centrali diurne.

Gelo, forti venti e freddo che soprattutto di notte si è fatto sentire, ma lo spettacolo al quale hanno assistito i romani al loro risveglio  è stato ineguagliabile: le fontane di Roma si sono ghiacciate donado alla città un’atmosfera fiabesca. In tanti si sono recati al Fontanone al Gianicolo per pattinare sul ghiacchio.

E se nevicasse?  continueremmo a vivere in una fiaba?

E’ questo strano, stravagante effetto che provoca una nevicata. E il risultato quasi fisiologico è il silenzio. Ma qual è il legame tra neve e silenzio, tra neve e pensieri che si srotolano nella mente. Sembra come se la metamorfosi del mondo avvenga in silenzio, lentamente, come lentamente cadono i fiocchi di neve.

Non è solamente una sensazione, lo strato di neve appena caduta attutisce davvero i suoni: la forma dei fiocchi di neve e soprattutto la loro consistenza voluminosa fanno si che si crei una spazio tra ognuno di essi e dato che l’aria assorbe i suoni, ecco che le onde sonore vengono attutite.

L’effetto avviene ancora meglio a temperature basse, più il termometro scende e più i centimetri di neve sul terreno aumentano;  ovviamente quando la magia della nevicata termina e la neve si deposita formando un manto uniforme, appiattendo lo spazio, l’effetto assorbente svanisce. E restano i disagi. E un interrogativo: Roma è attrezzata per la neve?


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