Laboratorio Analisi Lepetit

La difesa del parco Alessandrino-Tor Tre Teste entra in Municipio

Il 5 marzo ne ha discusso il Consiglio sollecitato da una folta delegazione di cittadini
di V. L. - 7 Marzo 2007

Foto 1: la lettera del 2004 con la quale il Servizio Giardini impone il rispetto di alcune regole per l’abbattimento di due alberi di magnolia in via delle Nespole, in quanto zona "sottoposta a vincolo paesaggistico". Nelle altre foto, la protesta del Comitato e l’area dove dovrebbero sorgere palazzi ed edifici

In apertura al Consiglio municipale del 5 marzo convocato per discutere ed approvare l’adesione all’Agenda 21, un importante documento sottoscritto da 183 nazioni per assumere azioni per il miglioramento dello sviluppo sostenibile, una folta delegazione di cittadini guidata dal Coordinamento per la difesa del Parco Alessandrino-Tor Tre Teste si è recata per assistere ai lavori del parlamentino del VII ed ha avuto la possibilità di esporre le ragioni della sua lotta per la difesa del paesaggio e per sventare la colata di cemento a soli 150 metri dall’Acquedotto Alessandrino e da uno dei punti più suggestivi dello stesso (Laghetto e Pinetina).

Sull’Agenda 21 ha svolto una accurata relazione il consigliere dell’Ulivo Alfonso Tesoro, purtroppo non seguita da adeguato dibattito anche perché i consiglieri ed il pubblico intervenuto ha costretto ad occuparsi di problemi di sostenibilità locale più che di temi pur importanti e rispetto ai quali giustamente la consigliera di An Lorena Vinzi ha osservato: “Vorrei risolvere i problemi piccoli del mio quartiere per i quali ho ricevuto il mandato e invece mi trovo a discutere di argomenti che, indipendentemente da quello che possiamo dire o fare decidono i governi a livello mondiale”. 

Al termine di un dibattito che partendo dall’Agenda 21 sconfinava inevitabilmente sul tema “imposto” dalla presenza della delegazione dei cittadini, il Consiglio ha approvato a maggioranza l’adesione alla stessa.

A nome del Coordinamento è intervenuta Anna Candelotti che ha riassunto le motivazioni della mobilitazione dei cittadini (consegnando un documento-appello per il Presidente e il Consiglio municipale) ed ha rinnovato la richiesta di revoca della delibera 318 del 13 dicembre 2005 e l’eliminazioni delle varianti approvate. In particolare ha detto: “al nostro Municipio chiediamo di essere rappresentati e sostenuti nella nostra battaglia affinché siano salvaguardati i veri interessi degli abitanti che non sempre coincidono con quelli dei grandi costruttori.. Sappiamo che l’iter del progetto di questa sciagurata cementificazione del parco non riguarderà il lavoro di ordinaria amministrazione di questo Consiglio, ma siamo convinti che potrebbe rappresentare un impegno straordinario di tutela dei diritti, della salute, della convivenza civile e democratica dei cittadini del VII Municipio i quali potranno veramente sentirsi rappresentati dalle istituzioni. In alternativa la sfiducia verso le istituzioni potrebbe allontanare sempre più i cittadini dalla politica causando contrapposizioni, scollamento, rabbia.”

Nel dibattito sono poi intervenuti i consiglieri di An Vinzi e Mercuri, sottolineando le responsabilità anche del Consiglio del VII e della sua maggioranza di centro sinistra (con il suo preventivo consenso espresso della delibera comunale 318/2005 ed invitando la maggioranza a porre riparo ad una scelta che non solo An ma tutti i cittadini ritengono profondamente sbagliata.

Naturalmente nel dibattito ci sono stati inevitabili scambi polemici in particolare tra il capogruppo dell’Ulivo Marinucci e Mercuri. Marinucci assicurando che il suo gruppo si sta muovendo per quanto meno migliorare ed attenuare l’impatto delle nuove costruzioni, ha tenuto a precisare di non temere il confronto con la gente, come è già stato fatto partecipando all’assemblea del Comitato e ad un incontro con una delegazione del Comitato.

Il consigliere Arena ha chiesto una specifica seduta del Consiglio per esaminare più approfonditamente il problema.
Il presidente del Consiglio Municipale Armilla Berchicci ha precisato che il Consiglio municipale non ha poteri specifici nella materia ma che sarà fatto tutto ciò che è in suo potere per favorire una soluzione positiva.

Il presidente Roberto Mastrantonio ha rivendicato (ed è stato in questo contestato dal pubblico) la condivisione delle scelte del passato motivate con il superiore interesse dell’approvazione di un piano regolatore che ha assicurato alla città la salvaguardia di importanti aree verdi per tutta la cittadinanza, di cui le compensazioni, tra cui quella di Tor Tre Teste-Alessandrino.
Il VII municipio si sta muovendo per approvare una delibera, come quella approvata nel VI municipio per ottenere maggiori poteri in materia urbanistica e la delibera sulla partecipazione. Senza di questi strumenti diventa impossibile avere poteri di intervento reali.

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In conclusione sono emersi spiragli e volontà di impegno (ancora timidi in verità nella maggioranza di centro sinistra) da parte del VII municipio.

Ha impressionato la determinazione e la pacatezza dei cittadini e del Comitato nel proseguire nella lotta. Una per tutti una cittadina ha affermato: “non ci interessano i vostri dibattiti e le vostre polemiche, vogliano che voi che siete stati eletti da noi interveniate con noi nei confronti del Comune e della Regione e che ci diate le indicazioni giuste per proseguire nella nostra iniziativa e portarla al successo.”


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