La Giornata dell’Unità dei Principati Romeni

L’Italia e l’unificazione dei Principati Romeni
Redazione - 22 Gennaio 2021

Nel primo semestre del 2021, l’Accademia di Romania in Roma presenta al pubblico italiano una serie di materiali documentari realizzati da specialisti del Museo Nazionale di Storia della Romania attraverso delle immagini e documenti d’archivio e oggetti di patrimonio che mirano a mettere in luce i legami tra Romania e Italia consolidati nel tempo, basati su affinità culturali e linguistiche e definiti dalle personalità di spicco dei due paesi, che, animati da valori comuni, hanno contribuito a costruire le loro nazioni indipendenti e sovrane in un’Europa di pace e valori liberali.

L’evento è organizzato con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana.

Per celebrare la Giornata dell’Unione dei Principati Romeni, l’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania, propone al suo pubblico un materiale documentario realizzato da specialisti del MNIR che evoca attraverso delle immagini d’archivio e oggetti di patrimonio il parallelismo storico dei processi di unificazione e formazione dello stato nazionale nella penisola italiana e nello spazio carpatico-danubiano-pontico.

Il materiale documentario può essere seguito qui.

Il Risorgimento non fu un evento solo italiano, ma anche europeo, collegato cioè alla politica internazionale e soprattutto alle lotte di altri popoli per l’indipendenza o l’unità nazionale. I popoli presso i quali tale genere di lotta si manifestò – è facile verificarlo – erano tutti o quasi collocati a est della penisola italiana. In tutta Europa nell’Ottocento l’idea di nazionalità andò affermandosi progressivamente e prepotentemente, grazie soprattutto all’attivismo di molte società segrete, come in Italia la Carboneria o in Romania la Frăția.

Il fenomeno della formazione degli Stati nazionali fu, dunque, europeo, ma ebbe, da una parte, proprio in Italia il suo modello principale (nonché una variante nella unificazione tedesca), ma, dall’altra, trovò la sua maggiore manifestazione nella nascita degli Stati nazionali tra il mar Baltico e il mar Nero, con tempi tuttavia profondamente diversi l’uno dall’altro, poiché gli Imperi sovrannazionali ebbero una diversa capacità di resistenza politica, militare e culturale, all’attacco che l’idea di nazionalità portava contro di essi. Il processo unitario italiano e il processo di formazione degli Stati nazionali nel Sud-est europeo furono, in conclusione, aspetti diversi di una grande trasformazione geopolitica del continente europeo, di un profondo mutamento anche delle società europee, e non mancarono di avere rapporti tra di loro, così come si influenzarono a vicenda.

Risolutivo nel processo di unificazione italiana, il triennio ’59-’61 coincide con la fondazione del nucleo dello Stato unitario romeno. La spiegazione della partecipazione romena alla storia creata in tanti episodi memorabili dall’Italia non va cercata tuttavia nella mera coincidenza cronologica del processo di unificazione. Al verificarsi parallelo di uno svolgimento che presenta tante analogie, bisogna premettere l’esistenza di una consonanza programmatica, di una concomitanza di voleri, di azioni convergenti verso una medesima finalità. Così come è necessario associare a tali ragioni e specie al «motivo conduttore» – l’identico traguardo – la spinta dei vincoli di stirpe e di spirito, sentimenti nobilitati da tradizioni religiosamente custodite, rinvigorite ed arricchite di nuovi significati etico-politici appunto nel Risorgimento e attraverso il Risorgimento.

Risorta linguisticamente e culturalmente, la Romania prese a modello civilmente e politicamente l’Italia del Risorgimento. Il programma nazionale romeno si era formato contemporaneamente a quello italiano e l’invito ad istituire il più vistoso dei parallelismi era implicito in chi guardava con occhio singolare all’Italia. Esso si fece sentire limpidamente nelle parole esortative pronunziate da Dumitru Brătianu a Parigi nel 1847: “il Risorgimento si presentava ai romeni nelle sue potenzialità modellatrici che non si esaurivano nei confini angusti degli Stati e staterelli preunitari della Penisola. Come gli italiani nei confronti dei nemici delle libertà, dell’indipendenza e dell’unità italiana, i romeni vivevano una esperienza analoga verso tre imperi retrivi, l’uno dei quali, l’Austria, opprimeva rami di entrambi i popoli. Come per l’Italia, l’Europa politica e l’opinione europea dovevano prendere atto dell’esistenza di una nazionalità della spiccata individualità in ogni suo ramo dell’antica Dacia romana”.

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(Francesco Guida, Italia e Romania verso l’Unità nazionale, 2011).


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