La Lazio batte la Sampdoria ed è aria di Champions

All’Olimpico decide un gol di Tommaso Rocchi al 22’. Messa al tappeto una Samp comunque viva
di Massimiliano Nardella - 4 Marzo 2007

LAZIO: Ballotta; Zauri, Cribari, Siviglia (al 45‘ Stendardo), Behrami (al 68‘ Belleri); Mutarelli, Ledesma, Mudingayi; Mauri; Pandev (al 73‘ Jimenez), Rocchi. In panchina: Berni, Belleri, Stendardo, Firmani, Jimenez, Tare, Makinwa.
Allenatore: Delio Rossi
SAMPDORIA : Castellazzi; Pieri, Accardi, Falcone, Zenoni(al 71‘ Bazzani); Franceschini, Volpi(al 45‘ Del Vecchio), Palombo, Maggio; Bonazzoli, Quagliarella. In panchina: Berti, Sala, Ziegler, Del Vecchio, Parola, Bastrini, Bazzani.
Allenatore: Walter Novellino

Arbitro: Girardi di San Donà di Piave

Ammoniti: Mauri, Mutarelli (L)

Roma 4 marzo – Due delle squadre più in forma del campionato si affrontano in un match che ha il sapore di qualificazione Champions League.
Una Lazio tatticamente più preparata supera la compagine ligure apparsa troppo rinunciataria nei prima 60’ di gioco e molto sfortunata nei restanti 30’.
Prima del calcio d’inizio le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Umberto Lenzini, Presidente della Lazio campione d’Italia nel 1974.

Primo quarto d’ora tutto di marca biancoceleste senza però grandi occasioni da gol. Poi al 18’ cross di Zenoni, colpo di testa di Quagliarella e palla alta sopra la traversa.
Un minuto dopo ci prova Rocchi da fuori area ma il portiere sampdoriano devia in calcio d’angolo e poi si ripete al 21’ su magistrale punizione di Ledesma.
Al 22’ minuto la Lazio concretizza i suoi sforzi e va in vantaggio con il bomber Tommaso Rocchi che mette in rete su cross di Mudingayi, quest’ultimo sarà per noi il migliore in campo.
Al 24’ la Lazio potrebbe raddoppiare: Pandev lancia Rocchi in profondità che mette a sedere Castellazzi ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta.
Partita viva e per nulla noiosa. La reazione della Samp non si fa attendere e ci provano Quagliarella, Bonazzoli e Volpi. Il primo tempo termina con un tiro da trenta metri di Cribari non lontano dal palo alla sinistra di Castellazzi.

La ripresa ha inizio con un sostanziale equilibrio interrotto da un contropiede blucerchiato che vede protagonisti Maggio e Quagliarella sul cui tiro Ballotta fa buona guardia.
Da qui alla fine la partita riserverà grandissime emozioni.
Dopo qualche sterile iniziativa la squadra del Presidente Lotito subisce la manovra doriana.
I giocatori di mister Novellino provano in più occasioni di impensierire Marco Ballotta (quarantatre primavere) e l’occasione più nitida e clamorosa della gara capita sulla testa del bomber Quagliarella che su cross di Zenoni colpisce il palo interno dando l’illusione del gol, ma la palla come per incanto termina sulle braccia di Ballotta, diventato ormai una sorta di amuleto per la squadra romana.
Al 70’ Pieri imbecca con un cross dalla sinistra Del Vecchio che sfiora di testa servendo Bonazzoli che sotto misura manda clamorosamente alto. Si ripeterà 4’ minuti più tardi su assist questa volta di Quagliarella.
All’83’ Cribari si fa male ed è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Terminate le sostituzioni la Lazio è costretta a finire la gara in inferiorità numerica.
Poi forcing finale dei blucerchiati che ci provano più con l’orgoglio che con la testa, ma niente da fare.
Al fischio finale di Girardi i tifosi biancocelesti festeggiano i propri beniamini e i 43 punti in classifica.
A -2 dal Palermo, con una gara in meno rispetto ai siciliani e dopo nove risultati utili consecutivi, adesso l’obiettivo qualificazione Champions sembrerebbe più a portata di mano.


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