La lezione di Anna Maria al professore – Quell’ignorato articolo 8 – Orgoglio e carità – ‘Honi soit qui mal y pense’

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 30 Dicembre 2012

La lezione di Anna Maria al professore

"Il Ministro dell’Interno – questa la risposta di Anna Maria Cancellieri a Mario Monti il quale l’avrebbe voluta a tutti i costi nella sua lista – non può essere candidato di alcuna parte. Grazie, ma avverto l’obbligo di rispettare quel ruolo di garanzia che viene giustamente attribuito, a chi guida il Viminale, soprattutto in una fase delicata come quella delle elezioni".

Ammirevole lezione di etica non soltanto istituzionale. Ancora più apprezzabile, anzi, proprio perché rivolta ad un professore come Mario Monti il quale di ogni rigore morale si è sempre vantato osservante. Osservante, evidentemente, a parole. Altrimenti non avrebbe ceduto alla tentazione di rinunciare alla sua terzialità (in quanto tuttora "premier" per l’ordinaria amministrazione) e di candidarsi nella lista di una ben precisa parte. E, non pago di ciò, non avrebbe cercato di sedurre Anna Maria Cancellieri e di portarsela con sé nella sua nuova casa al centro. Che altro dire? Che, a maggior ragione dopo questi fatti, Anna Maria Cancellieri meriterebbe, ancor più di Mario Monti, il prestigioso alloggio al Quirinale.

Quell’ignorato articolo 8

"I magistrati – recita l’articolo 8 di quella legge 361/75 mai abrogata – non sono eleggibili, anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere e di elezxioni suppletive, se non si dimettono sei mesi prima della loro candidatura".

Che cosa pensano, di questo aarticolo 8 della legge 361/75, Antonio Ingroia e Piero Grasso i quali si sono invece candidati appena appena dopo la loro uscita dalla Magistratura? E che cosa ne dice il Csm il quale ha invece concesso loro il suo nulla-osta per candidarsi in politica? Ma, forse, ecco un’altra testimonianza che, no, la legge non è uguale per tutti.

Orgoglio e carità

"Siamo orgogliosi – si è inalberato l’onorevole uscente Fabio Granata – di correre alla Camera con il nostro simbolo e con Fini in testa".

Gianfranco Fini, però, più che orgoglioso sembra timoroso. Così fortemente timoroso di non riuscire a raggiungere la soglia minima per rientrare alla Camera da star meditando di elemosinare, ai piedi di Pierferdinando Casini, tre posti sicuri, nell’Udc, per sé, per Benedetto Della Vedova e per Giulia Bongiorno. E l’inalberato Fabio Granata? Beh, lui resti inalberato, lì, nel suo patriottico orgoglio.

"Honi soit qui mal y pense"

"Avranno sconti ed agevolazioni sulla Rca – aveva disposto l’articolo 32, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012 – quanti consentiranno ad installare sul proprio veicolo la cosiddetta "scatola nera"".

Sembra che siano stati molti gli automobilisti dotatisi di "scatola nera" perché – stando alla società di consulenze e di affari "Goldman Sach" – avrebbe incassato qualcosa come un miliardo di euro quella "Octo telematics" che è una delle aziende "leader" del settore. Ma che è, anche, partecipata da quel fondo "Charme" che fa capo – op là – a Luca Cordero di Montezemolo. Solo una coincidenza, per carità: "Honi soit qui mal y pense" ("sia svergognato colui che pensa male"). 


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