La mia prima 100 km del Passatore Firenze- Faenza

Quest’anno la mitica ultramaratona per la prima volta nella sua lunga storia non verrà disputata a causa del Covid-19
Vincenzo Luciani - 30 Maggio 2020

Quest’anno la 100 km Firenze-Faenza, la mitica corsa del Passatore non si farà: “L’Asd 100 km del Passatore comunica ufficialmente l’annullamento dell’edizione 2020 dell’ultramaratona non essendo possibile rinviare ad altra data la Firenze-Faenza. Per la prima volta nella sua lunga e gloriosa storia, iniziata nel 1973, l’ultramaratona intitolata a Stefano Pelloni (il “Passator cortese”) non verrà disputata causa emergenza mondiale scatenata dalla pandemia Covid-19. La 48esima edizione è rinviata al 29 – 30 maggio 2021 (la data verrà confermata entro il 30 settembre 2020).”

Così gli organizzatori sul sito ufficiale http://www.100kmdelpassatore.it/ nel quale ci sono ogni genere di informazione sulla gara che ogni podista, degno di questo nome ha corso o ha desiderato ardentemente di correre.

Io ho avuto la ventura di disputarla per ben 16 anni consecutivi dal 1990 al 2005 e ne sono molto orgoglioso. Per la vanità, mi vanto di aver corso altre 3 volte la 100 km: due volte la 100 km dei Gladiatori a Santa Maria Capua Vetere, CE, nel 1993 e 1994 e la Torino-Saint Vincent nel 1997 con il mio caro amico Walter Nicolò, detto Volante Uno).

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La prima volta, correva l’anno (è proprio il caso di dirlo) 1990, la gara si disputò il 26 e 27 maggio. Chi mi mise in testa la voglia di correrla fu Piercarlo Costanzi (allora alla sua sesta partecipazione) fino a farmene innamorare. Piercarlo poi provvide anche alla mia iniziazione dandomi consigli utili e fondamentali. Mi consigliò di curare bene l’alimentazione prima e durante la corsa invitandomi a non saltare nessun ristoro (cosa che io feci, accuratamente, al punto che il giorno dopo la corsa pesavo un chilo in più!).

Confesso che avevo una paura boia di non farcela e, per di più, prima della partenza, appena dopo il saluto augurale del famoso calciatore Giancarlo Antognoni, venne giù un forte scroscio temporalesco, per fortuna durato poco, ma che mi inzuppò dalla testa ai piedi… e dovevamo ancora partire. Quindi una preoccupazione in più: “andiamo bene…” mormorai dentro di me. Poi partenza e via alla prima salita verso Fiesole, poi ancora salita e desiderata discesa fino a Borgo San Lorenzo, e superatolo, la tremenda salita del Passo della Colla. Ricordo (la prima volta non si scorda mai, anche nelle corse) che transitando sul Passo della Colla (ero già stanchissimo) mi impressionò molto un cartello che recitava: “a Faenza mancano 50 km”. Come se non bastasse un altoparlante che trasmetteva da una radio la diretta della corsa, annunciò che il vincitore il polacco Jamont Przemyslaw stava tagliando in quell’istante il traguardo in piazza del Popolo a Faenza. “Li mortac…” mi vene spontaneo di commentare pensando ai miei 50 km che mancavano all’appello.

Alimentandomi adeguatamente e trascinandomi appresso incoraggiandolo il mio compagno di squadra Valerio Donnarelli che in continuazione si lamentava di essere stanco, poi di aver mal di testa e poi alle gambe arrivammo finalmente al ristoro e punto medico di Marradi (65° km). Qui ci sdraiammo su un lettino e ci fecero un rapido massaggio. Ricordo che, nel cuore della notte, nel tratto dopo Marradi vidi davanti ai miei occhi tanti puntini luminosi. Non erano un difetto dei miei occhi stanchi come supponevo. Era un mare di lucciole.

Procedemmo verso Fognano (84° km) e poi finalmente eccoci a Brisighella (88° km): mancavano appena (!) 12 km. Subito dopo il paese Valerio si appartò per bisogni corporali e mi chiese di, rallentare la corsa in modo che potesse riagganciarmi. Una volta ricongiunti, dovetti fermarmi io per gli stessi motivi. Ma, a differenza mia, lo scaltro Valerio (alla sua terza 100 km), non mi attese e mi abbandonò andando in fuga perché ci teneva ad arrivare prima di me. Imparai allora che in corsa non ci sono patti che tengano e però ci rimasi molto male. Persi un po’ di tempo per superare la demoralizzazione per questa azionaccia del mio compagno (me l’ero trascinato appresso lungo tutta la corsa per essere così ripagato) e però reagii e ripresi a correre con rabbia, ma ormai lui aveva preso il volo e mi precedette di 5 minuti. Comunque l’arrivo fu una delle cose più emozionanti della mia vita: mi sentivo un mezzo padreterno. La piazza piena applaudì il mio arrivo. Erano le 6,20 del mattino del 27 maggio ed ero in viaggio dal pomeriggio del giorno prima.

Ricordo infine la gioia della medaglia che mi fu appesa al collo da un’angelica fanciulla e che non finivo di rimirare (il giorno dopo avrei fatto schiattare di invidia i miei amici del parco di Tor Tre Teste). E che dire del massaggio finale alle mie gambe doloranti di due belle e brave volontarie alla fine della corsa in palestra. Mi sembrò di essere nel paradiso di Maometto!

 

Potrei raccontare tanti altri episodi, ma mi avvio alla conclusione. Scartabellando tra le mie foto

ne ho scelte alcune per me molto significative e le ho postate su facebook

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=905674389853887&set=pcb.905674676520525&type=3&theater

Nella prima riporto foto (da sinistra Costanzi, Carletto Santulli, io e Donnarelli, a Firenze prima della partenza) e la notizia della mia prima 100 km, pubblicata sul mio giornale Abitare A.

Nella seconda il mio arrivo a Faenza.

Nella terza (e siamo alla 100 km del 1996 – mia sesta consecutiva) un gruppo di 5 atleti innaffia scaramanticamente prima della partenza della gara una siepe, a tutt’oggi rigogliosa: sono da sinistra Renato Sergio Narcisi, Angelo Migneco (attualmente oltre 22 100 km), io, Walter Nicolò e Antonio Raso.

Nella quarta con Anna Maria Mariani taglio il traguardo nell’anno successivo (a quella edizione partecipò anche Massimo Ciccazzo, atleta forte e resiliente, ancora in pista che, su mio ordine – ero pur sempre il presidente dell’Atletica del Parco – ci precedette al traguardo, mentre io penai un po’ per far completare la gara ad Anna Maria (un’atleta molto forte soprattutto nelle distanze brevi) che aveva accusato una crisi, poi superata alla grande come dimostra la bella foto all’arrivo in piazza del Popolo.

Nella quinta da sinistra Dario (non ricordo, causa vecchiaia, il cognome), io, Luigi Garbati e Angelo Migneco siamo al primo traguardo intermedio di Borgo San Lorenzo.

Infine nella sesta sono alla premiazione delle società con più atleti arrivati al traguardo (la nostra Atletica del Parco terza classificati).

 

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