La mia vita con Andrea

Nel libro di Oriana Di Cesare il racconto della vita di una madre e la sua continua lotta per garantire un futuro dignitoso al figlio disabile
Rosa Valle - 5 Marzo 2018

E’ stato recentemente pubblicato il libro La mia vita con Andrea di Oriana Di Cesare (BookSprint edizioni, pp. 112, euro 16,90).

Il volume si compone di quattro parti: nella prima è raccontata la vita di una madre (Oriana) e la sua continua lotta per garantire un futuro dignitoso al figlio (Andrea); nella seconda sono raccolte alcune riflessioni su vari argomenti; nella terza sono riprodotti alcuni articoli di giornale e, nella quarta, una serie di fotografie degli anni più recenti con Andrea sulla carrozzina o mentre tenta i primi passi con il deambulatore al Centro di Educazione Motoria, presso il centro semiresidenziale di via Ramazzini a Roma, che frequenta da alcuni mesi.

“Lo stile del libro è semplice – annota un collaboratore della Casa editrice nella scheda del libro – e fa emergere in maniera chiara il pensiero dell’autrice su temi particolarmente importanti, quali la felicità, l’amore e la solidarietà. Il libro coinvolge emotivamente il lettore dal momento che la storia narrata è particolarmente toccante. Chi legge è portato però a guardare il lato positivo della vita, come fanno i protagonisti. La storia di Andrea e mamma Oriana insegna a tutti che la vita può regalare felicità anche nelle difficoltà e che un sorriso può cambiare la giornata.”

Era il 1997…

Ho incontrato Oriana a marzo 1997, quando venne alla nostra redazione del mensile cartaceo “Abitare A”, in viale Alessandrino. Quel giorno era ancora in compagnia del marito, e ci chiese se potevamo pubblicare un appello di solidarietà per raccogliere fondi per fare operare il figlio negli Stati Uniti. Andrea era seduto nel passeggino perché, anche se aveva già quattro anni, non poteva camminare a causa di una tetraparesi spastica distonica, di cui soffre dalla nascita.

L’appello è stato pubblicato sul numero di aprile di “Abitare A” Roma Est.

Scrive Oriana nel libro: «Andrea aveva compiuto appena cinque anni e il 5 dicembre 1997 ha effettuato un intervento di chirurgia correttiva al braccio destro, ai fianchi, alle ginocchia e ai piedi presso il NYU Medical Center a New York. Il costo dell’intervento fu di 200 milioni delle vecchie lire per andare negli Stati Uniti, somma che sono riuscita a raccogliere grazie alla grande solidarietà delle persone, degli amici, con donazioni spontanee; e 80 milioni che arrivarono dall’ente Coni», presso cui Oriana lavora.

Negli anni successivi, sul nostro giornale on-line “Abitare a Roma”, abbiamo pubblicato altri articoli e appelli per Andrea: Andrea (15 anni) ha di nuovo bisogno di tutti noi. Per essere accompagnato da Roma a Chieti due volte a settimana e per far fronte al costo delle cure.

Andrea ha ancora bisogno di noi. E ringrazia, assieme alla mamma OrianaUna cena di solidarietà con Andrea. Il 4 maggio 2016

Come acquistare il libro

Ora, pubblicando la notizia dell’uscita del libro, ricordiamo che lo stesso può essere acquistato telefonando a Oriana Di Cesare 3914351276 e che si può continuare ad aiutare economicamente Andrea con una donazione libera sul Conto corrente presso la Unicredit intestato a Andrea Guardabascio – Iban: IT98E 020080563000101709714.

Dal libro di Oriana

Alcuni brani tratti qua e là dal libro: «A volte mi chiedo: “Quale sarà il futuro di Andrea restando per sempre in una casa famiglia?” Ho capito che i figli sono spesso i motivi anche della nostra vita, specialmente quando ci pesano su tutta una vita.

Ho scoperto la dignità di gente semplice, la serenità di chi affronta un dramma capace di “riempire” ogni spazio.

Ho imparato che un “figlio” si può amare con i suoi limiti e che i nostri problemi banali di genitori “normali” sono spesso solo lo specchio dei nostri egoismi, perché un figlio lo vorremmo su misura, come se si trattasse di un mobile per la casa.

Ho ascoltato tante storie, alcune tristi, altre tragiche, ma sempre piene di amore, di speranza e, soprattutto, di dedizione.»

Ed ancora: «La nostra vita è una storia di complicità tra mamma e figlio, dove regna la grande assenza del padre; il mio ex marito se n’è andato dal 1999. Ho dovuto lottare e sto tutt’ora lottando da sola. Oggi “il mio lui” è Andrea: due volte l’ho messo al mondo, la prima con la nascita, come ogni altra mamma, la seconda quando ho iniziato ad occuparmi di lui con amore senza il padre.

Non è facile vivere “sola” con un figlio gravemente malato, non avendo nessun conforto di qualcuno che mi aiuta psicologicamente, fisicamente, affettivamente.  Ma per me Andrea è l’Amore più grande oggi e per sempre. Il suo desiderio più grande, è realizzarsi completamente nella vita, a dispetto delle previsioni della scienza medica. Il mio vederlo vincere la sua battaglia fino in fondo.»

«Vorrei che ognuno capisse come l’inserimento di un disabile nella società rappresenti non tanto l’applicazione di una legge dello Stato, quanto una vittoria e un arricchimento per ciascuno. Anche mio figlio dovrà far parte di questa società, cercando di ritagliarsi, con le sue forze e con l’aiuto di tutti, uno spazio, pur piccolo che sia, comunque rispettoso della sua dignità.»

La parte autobiografica del libro così conclude: «Andrea è diventato un ometto. E’ intelligente e molto legato a me. Mi dice sempre: “Mamma, fatti forza che ci sono io vicino a te!” Mi consola, quando mi vede triste. Allora dimentico la fatica e torno a sorridere. Andrea mi dice: “Mamma! Lo sai perché il mondo è ancora bello? Perché ci sono persone che ti sanno apprezzare per come sei e non per come devi essere.”»

 


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