La nettezza urbana e l’igiene pubblica

GiProietti - 8 Luglio 2021

Mi ha molto impressionato quanto riferitomi stamane da un collaboratore, che si è trovato a passare alle 7 nei pressi del Campidoglio e ha osservato file lunghissime di persone, in attesa che si aprisse, un’ ora dopo (!), la camera ardente per la cara Raffaella.
La partecipazione sentita, profonda, personale, è vasta e generale.
Ma il vero dolore, le condoglianze autentiche, lo sappiamo, sono soprattutto silenziose, intime, non rituali, né sguaiate, né legate a fenomenologie di tutt’altro genere (“c’eravamo tutti, eravamo in 5000 alle 6.30, al freddo, …è stato proprio bello!”).
Se ci ricordiamo che la povera Carrà si nascondeva e voleva passare inosservata nella vita di tutti i giorni, non aveva detto a nessuno del suo male, preferiva farsi chiamare a Vigna Clara e a Bologna col suo nome vero, non voleva “recare trambusto” con la sua notorietà alla vita ordinaria di ciascuno, questi ultrafanatici fenomenologici della camera ardente stanno facendo un servizio buono ai messaggi veri che questa donna ha mandato autenticamente a chi ha incrociato nella sua vita terrena?

La realtà vera, i nostri giorni reali non possono viaggiare poggiati su queste alienazioni indotte e prefabbricate, su nuvole fantasiose di ovatta artificiale, che ci allontanano dai significati dei valori autentici ed eterni, che stanno in ogni fatto che viviamo, in ogni notizia eclatante che ci viene propinata, ma che il mondo del facile “gossip”, dei mass-media che devono vendere, degli spot che per definizione inducono quasi con violenza a comprare, travisano e sminuiscono e quasi cancellano ai nostri occhi.
Lo stile di vita di Raffaella, la capacita’ manageriale e professionale di Mancini, l’autenticità pastorale di Bergoglio…non possiamo dimenticarli, a favore delle chiacchiere di rifiuti facili e sporchi, che ci propinano giornalisti o opinion makers impreparati e avidi, superficiali e anche disonesti.

L’immagine della sporcizia accumulata accanto a contenitori metallici, da due notti anche bruciati, nei quartieri di Roma, è quella emblematica della nostra vita attuale.
Viviamo in mezzo al putrefatto prodotto dei nostri giorni distratti, consumistici, guidati da prassi da altri decise, superficiali accozzaglie senza logica, né discernimento:
– quello riservato ad una Nettezza Urbana che è essa stessa rifiuto, e – quello, comportamentale-politico-etico-sociale, che non è più tale e dovrebbe essere oggetto di una profonda Igiene Mentale Pubblica.

C’è tanta gente che lavora per distruggere la vita umana (con loro l’entropia aumenta più velocemente), o direttamente, o distraendo gli esseri umani, conducendoli sul nulla: maledico il loro modo di fare, sperando che si interroghino prima o poi sul contenuto delle loro opere.
Ci sono, dall’altra parte, i miti, pacifici eroi, che costruiscono giustizia, pace, futuro e puliscono le loro e le nostre anime, danno dignità e contenuto etico ai nostri rapporti, impostano criteri e lavorano concretamente perché la sporcizia, di tutti i tipi, non prevalga.
Questi vorrei tanto fossero i riferimenti di vita miei e di tutti coloro che amo.


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