La presa in giro della raccolta differenziata a Colli Aniene

Dopo un anno l'Ama non applica più lo sconto del 10%, che era solo sulla quota variabile. Un vero 'bidone' per i residenti
di F. Carabetta - 12 Dicembre 2009

Delusione massima a Colli Aniene. I numerosi residenti che si sentono beffati ci chiedono di dar voce alla loro disapprovazione in relazione a quello che ravvisano “un comportamento poco corretto” del Comune di Roma ed anche dell’A.M.A.

Il primo che non avrebbe mantenuto la parola data a coloro che così fattivamente hanno collaborato alla sperimentazione e poi all’avvio del nuovo servizio per la raccolta differenziata di rifiuti domestici "porta a porta", ed il secondo per aver fornito, nell’ipotesi più benevola” particolari sul servizio, diciamo “a mezza voce”.

Un servizio che solo grazie al civismo degli utenti permetterà un recupero di contenitori in vetro, plastica e metallo stimato in più di 11mila tonnellate l’anno, una cifra equivalente a quasi il 20% del totale del multimateriale complessivamente recuperato nel corso del 2008.

A Colli Aniene, tolti i cassonetti dalle strade e collocati i rifiuti nei locali condominiali messi gratuitamente a disposizione dell’AMA, in sede di presentazione del nuovo servizio fu promesso da parte dei funzionari di AMA e del Comune di Roma, uno sconto del 10 % sulla bolletta. Ai fatti però ci si è accorti che lo sconto è si intendeva applicato alla sola quota variabile della bolletta e quindi che quello reale sarebbe stato molto più basso, vista la maggior consistenza della quota fissa. Il bello però ha ancora da venire perché, dopo il primo anno, lo sconto è sparito del tutto.

L’AMA, alle richieste di chiarimento avanzate verbalmente e per semplice posta dai cittadini, non ha ritenuto rispondere; il Comune invece ha dato inizialmente, via posta elettronica, la sua disponibilità a sollecitare l’AMA al chiarimento richiesto e poi si è eclissato.

Ai cittadini non è rimasto che rivolgersi al Difensore Civico. Solo allora l’Ama si è degnata di rispondere e così i postulanti sono riusciti a venire a conoscenza che l’AMA agiva in applicazione di una delibera del Comune (la n.28, del 26.3.09); una delibera con cui il riconoscimento ai cittadini del già ridicolo sconto del 10 % sulla sola quota variabile, non veniva prorogato, dal momento che si era trattato di un benefit del tutto temporaneo.

Siamo alla beffa finale nella quale si assiste al palleggiamento del cittadino che viene mandato da Erode a Pilato nella speranza che desista per stanchezza dalle sue legittime richieste. Allora è il caso di chiedersi: fin quando sarà accettabile un comportamento simile, che il Comune cioè abbia rimandato all’AMA i richiedenti mostrando di non conoscere quelle che sono le sue proprie prerogative; essendo esso medesimo a stabilire l’entità delle condizioni e le tariffe che infine l’AMA pratica?


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