La Regione Lazio sfratta l’inquilino di una casa cantoniera

Il Sunia contesta il provvedimento ravvisando numerose violazioni di legge
di R. V. - 5 Luglio 2012

In un periodo di crisi economica, dove le famiglie sono alle prese col vivere quotidiano, la Regione Lazio si mostra insensibile a questi disagi e invita una famiglia a lasciare libero entro 20 giorni un’immobile già dell’Anas (casa cantoniera di via Casilina 727A ), divenuta anni fa di proprietà regionale.

In difesa dell’inquilino sfrattato (dipendente dell’Anas) è sceso in campo il Sunia (Sindacato degli Inquilini) che in una lettera inviata alla Regione (e per conoscenza al Sindaco di Roma, all’Anas, al Prefetto) contesta alla Regione la  "violazione dell’art. 7 della legge 241/1990. Violazione grave del giusto procedimento" (l’interessato non è stato avvisato di nessun avvio di procedimento) e "violazione degli artt. 3 e ss. della legge 241/1990".

“Risulta evidente un difetto assoluto di istruttoria e di motivazione, – si legge nella lettera del Sunia – e conseguentemente è configurabile il vizio di eccesso di potere. La diffida rivolta al nostro associato – a rilasciare l’immobile – appare generica e non chiarisce affatto quali siano le esigenze della Regione su cui si fonda tale richiesta. Non si comprende neppure se sia intenzione della P.A. locare tale immobile o farne altro uso, e ciò in quanto nessuna informazione in merito viene fornita nella missiva succitata al nostro associato, ledendo in tal modo gravemente la posizione del nostro iscritto, che abita da moltissimo tempo nell’immobile in questione.”

Infine il Sunia ravvisa una violazione del principio dell’affidamento in buona fede, sulla scorta dei rapporti in corso con l’Anas spa. “Il nostro associato – scrive il Sunia – è dipendente dell’Anas e per tale ragione gli è stata concessa, molti anni fa, l’abitazione di cui in oggetto. E’ palese pertanto il nesso logico che sussiste tra l’attività svolta dal nostro assistito e l’abitazione dello stesso nel bene demaniale (casa cantoniera), e tale circostanza non può essere assolutamente ignorata da parte della Regione Lazio. Mentre sembrerebbe che la Regione Lazio non abbia tenuto conto del peculiare titolo in forza del quale egli è legittimato ad occupare l’immobile in questione.
Inoltre la violazione del principio dell’affidamento si è concretizzato in anni di mancata richiesta di restituzione dell’immobile da parte della Regione e nella gestione diretta del rapporto de quo da parte della Regione Lazio con il nostro associato SENZA NULLA MAI ECCEPIRE,confermando la volontà da parte della P.A nella prosecuzione del rapporto e nella sua legittimità.”


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