La Repubblica di Moldova vuole essere europea

Domenica 24 novembre 2013 numerosi originari di quella nazione si sono dati convegno ai piedi della Colonna Traiana
di Federico Carabetta - 27 Novembre 2013

MoldoviAllaColonnaTraianaDomenica 24 novembre 2013 dalle 14 alle 16, numerosi originari della Repubblica di Moldova e Romania affiancati da simpatizzanti e da amici italiani, si sono dati nuovamente convegno ai piedi della Colonna Traiana come avevano già fatto nello scorso maggio per commemorare il suo 1900esimo anniversario.

Ad organizzare il raduno e la manifestazione è stato il presidente dell’Associazione Dacia, Vitalie Ciobanu, in collaborazione con Gazeta Bassarabiei e il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica di Moldova.

MoldoviAroma24-11-14Con striscioni bandiere e cartelli vari tra cui spiccava un pregevole dipinto raffigurante Stefano il Grande di Moldova, il santo difensore della cristianità, i manifestanti esprimevano la volontà dell’integrazione europea e l’idea dell’unità spirituale dei romeni di Romania e la Repubblica Moldova, sollecitando la politica italiana a promuovere e sostenere questo percorso al vertice di Vilnius sul Partenariato Orientale che si terrà il 28-29 novembre prossimo.

Gli intervenuti, che facevano parte delle associazioni sorte da circa 15 anni e che danno voce a più di duecentomila cittadini moldavi presenti sul territorio italiano, hanno iniziato con la lettura dell’appello inviato al Ministro per gli Affari Esteri Emma Bonino alla quale, nell’esprimere profonda gratitudine per la qualità dei rapporti con la Moldova e per il sostegno dato all’Italia al loro Paese ed ai suoi cittadini, assicurano che la Repubblica di Moldova è pienamente impegnata nel processo di riforme democratiche e all’integrazione europea, nella civiltà occidentale quindi, in una scelta storica che costituisce la risoluzione naturale delle trasformazioni che l’intera regione dell’Europa Sud Orientale ha attraversato nell’ultimo quarto di secolo.

Essendo stata la loro terra una provincia di Roma come testimonia la grande mole della Colonna traianea di cui hanno festeggiato quest’anno il 1900esimo anniversario, avvertono ancora più forte la consapevolezza di appartenere alla civiltà daco-romana e alla cultura e spiritualità europea, anche se gli esiti della storia recente impone loro di percorrere un sentiero arduo e tortuoso fino a recuperare la dinamica di un paese europeo.

La composta manifestazione ha visto momenti di grande commozione allorquando il cantante e poeta romeno George Lupascu che cantava inni patriottici si è dovuto interrompere per il trasporto emotivo nel quale ha coinvolto tutti i partecipanti.

“Vogliate considerare – dice Tatiana Ciobanu – che la popolazione della Repubblica Moldova sottoposta ad una politica di sradicamento e denazionalizzazione è riuscita comunque a preservare la propria identità e di conservare così un frammento di latinità, una parte preziosa della civiltà europea, grafia compresa, in un contesto tutto slavo.

L’Europa deve essere consapevole che questa piccola popolazione sta pagando in maniera assurda gli effetti della tragica storia europea del secolo scorso.

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Ci affidiamo con speranza all’Italia, Paese che noi amiamo profondamente e a lei onorevole Ministro, sicuri che porterà un suo giudizio imparziale basato sulla conoscenza dell’attuale situazione degli equilibri mondiali che noi non vogliamo sconvolgere, ma al contrario arricchire con una risorsa valida, come terra di confine tra l’Est e l’Ovest europeo, conoscendo profondamente il mondo slavo e la cultura russa che rispettiamo e consideriamo tra le più grandi culture del mondo, ma ciò non ha cambiato la nostra essenza di neolatini e non ha mai fermato la volontà di ritornare alle nostre radici storiche e spirituali europee.

Vogliamo in ultimo esprimere la nostra solidarietà all’Italia per il periodo di gravi calamità naturali in Sardegna, Calabria e altre zone, partecipando alla raccolta fondi per le famiglie italiane in difficoltà e nello stesso tempo auguriamo all’Italia di portare nel mondo la sua missione umanistica, ricordandole che alle porte d’Europa troverà sempre degli amici, che continueranno a mantenere fermo l’ultimo baluardo della latinità”.

A conclusione della manifestazione, l’Associazione Dacia ha offerto agli ospiti di onore libri sulla storia romena e romana.

 


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