La Roma di Don Luigi Di Liegro: un nuovo libro sul prete degli ultimi

Una pubblicazione di grande attualità che invita a riflettere sulla capitale, a tutti i livelli di responsabilità: istituzionale, pubblica e privata
Luciano Di Pietrantonio - 18 Maggio 2017

In quest’anno in cui ricorre il 20° anniversario della scomparsa di Don Luigi Di Liegro, l’omonima Fondazione Internazionale è impegnata nell’organizzazione di importanti eventi e iniziative commemorative: la prima, di queste, è stata la presentazione di un libro, alcuni giorni fa, alla Sala del Tempio di Adriano a Piazza di Pietra, a Roma.

Un titolo  significativo: “La Roma di Don Luigi Di Liegro”, a cura di Vittorio Roidi, il libro contiene una raccolta di scritti dell’uomo e del sacerdote, considerato fra i maggiori protagonisti della vita religiose e sociale di Roma, degli ultimi tre decenni della fine del secolo scorso, che si è speso senza limiti per aiutare i poveri e gli emarginati della Città Eterna.

Un libro, che può rappresentare, vista l’attualità del pensiero di Don Luigi, attraverso i suoi articoli, discorsi, riflessioni, testi o semplici appunti scritti a mano, non solo per il lavoro pastorale, ma per l’impegno nel sociale. La natura e la complessità dei problemi, negli ultimi due decenni hanno avuto un declino e un peggioramento che appare inarrestabile, malgrado che nella società civile, l’associazionismo cattolico e laico, oltre a singole persone, ha operato per frenare e cercare d’invertire questo preoccupante declino della città.

Il volume, direttamente e indirettamente, in 130 pagine, ripercorre la nostra storia contemporanea secondo la visione e l’opera di Don Luigi, di come ha testimoniato il Vangelo, le sue intuizioni, le sue idee, le sue realizzazioni, e spesso la delusione per ciò che si poteva fare e non si è realizzato,  voleva fare sempre di più, per dare risposte ai bisogni delle persone più fragili e indifese. Il tutto in “25 scritti”, alcuni inediti scritti a mano, oltre a foto dell’epoca, che riassumono e ci fanno conoscere anche “ la visione profetica del suo apostolato” che, come sacerdote e fondatore della Caritas diocesana di Roma, manifestava quotidianamente: giorno dopo giorno, fino al giorno della sua morte, avvenuta all’Ospedale  San Raffaele di Milano, il 12 ottobre 1997.

Gli argomenti che Don Luigi ha studiato ed elaborato, partivano sempre dalla realtà della vita e dalle difficoltà presenti, con la proposta e le soluzioni possibili, sempre con tanto buon senso perché sapeva che tutto era difficile, e i titoli dei suoi scritti  manifestavano le complessità concrete che venivano affrontate.  Nel libro queste situazioni sono descritte con chiarezza, se ne citano solo alcune, si va da “ La questione sociale e l’evangelizzazione nella grande città” a “ Cristiani e territorio: partecipare è un dovere per i credenti”, e ancora “ Per una città più giusta e più umana”, “I partiti: gelidi comitati d’affari. La classe dirigente? E’ il terzo mondo”, “ Lo scandalo delle case pubbliche”, “ Per aiutare i più deboli non basta proclamare i loro diritti”, “ La solidarietà come problema culturale e nazionale” e “ Soffiano i venti della crisi e ai poveri elargiamo solo miseria”. Ecco perché “ La Roma di Don Luigi Di Liegro” è una pubblicazione di grande attualità, e invita a riflettere sulla nostra città, a tutti i livelli di responsabilità:  istituzionale, pubblica e privata.

Nel dibattito per la presentazione del libro hanno partecipato, moderati da Pierciro Galeone (V. Presidente della Fondazione Don Luigi Di Liegro), personalità che per motivi diversi hanno conosciuto il “grande prete romano,” e sono intervenuti portando le loro testimonianze, spesso molte poco note e il giudizio positivo sulla pubblicazione  presentata.

Fra queste personalità, occorre ricordare: Marco Damilano (Giornalista dell’Espresso), Padre Sandro Barlone s.j. (Presidente della Fondazione), Mons. Battista Pansa (Parroco della Trasfigurazione di Roma), Mons. Enrico Feroci (Direttore della Caritas di Roma), Lorenzo Tagliavanti (Presidente della Camera  di Commercio di Roma), Daniela De Robert (Garante dei diritti delle persone detenute) e Vittorio Roidi (Giornalista e professore di Etica e deontologia della Comunicazione). La “raccolta degli scritti di Don Luigi Di Liegro”, sono presenti nell’archivio della Fondazione all’Ostiense, e nasce da un’idea di Luigina Di Liegro, che Vittorio Roidi – storico giornalista della cronaca romana del Messaggero – con grande professionalità e passione ha realizzato.

Il libro, all’ultima pagina, riporta il testo di un biglietto affisso sulla porta della Parrocchia Santa Maria del Ponte e San Giuseppe, dove Don Luigi era stato parroco, al Centro Giano di Acilia, nella periferia romana sulla strada di Ostia, e dove la sua salma era stata portata, prima della sepoltura al Cimitero Monumentale del Verano, e sul biglietto era scritto: “ Caro don Luigi, i poveri di Roma sono orfani e anche noi, che poveri non siamo, siamo rimasti senza un maestro di carità. Ci hai insegnato con la tua vita cosa significa essere cristiani. Grazie don Luigi, dacci da lassù la forza di annunciare e denunciare come hai fatto tu fino a morire.” Uno scritto che parla da solo, senza commenti, perché Don Luigi per tante persone, era stato sempre un esempio da imitare.

Non è un caso che in questi ultimi anni, dal 2013 ad oggi, diversi giornalisti vaticanisti e non, hanno fatto degli accostamenti con il Santo Padre, forse un po’ azzardati, ma la sostanza è stata questa: “Se c’è un precursore di Papa Francesco, se c’è un prete il cui percorso assomigli al suo – Bergoglio nelle periferie argentine, a Buenos  Aires, lui nelle borgate romane, due città simili con poco meno di 3 milioni di abitanti – non può che chiamarsi Luigi Di Liegro, Direttore della Caritas di Roma.

E questo, dal libro “La Roma di Don Luigi Di Liegro” si riscontra,  perché offre tanti elementi di riflessione, che vanno in questa direzione.

Il video della presentazione del libro


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