La santità fa diventare bellissimi

GiProietti - 4 Luglio 2021
La figura sottostante rappresenta Santa Anatolia, la patrona del mio bellissimo Borgo, Gerano (RM).
Fin da piccolo i miei nonni e i miei genitori mi conducevano alla “fiera di Sant’Anatolia”, la sera del 9 luglio, a vedere ballare le zingare, ad accarezzare i maialini e i somarelli nel mercato del bestiame, al “carosello” (giostra che vedevamo solo una volta l’anno), a ricevere i regali nelle bancarelle degli studenti “bravi”, ma soprattutto a vedere piangere le donne, zingare e non, davanti questa statua, che tutti consideravano bellissima e io affascinante!
Questa figura di matrona romana (la Santa era figlia di un prefetto dell’imperatore Decio), solida, squadrata, quasi arcigna, poco leggiadra, appare ai suoi fedeli splendida, e con la sua serena freschezza e beltà, riusciva ad ammaliare serpenti velenosi e a convertire il Centurione Marco Audace al Cristianesimo.
Oggi osservavo questa figura, decisamente non moderna, di altri tempi, superata, ma Santa, riconosciuta tale da milioni di fedeli, in 1900 anni di storia della Chiesa, in questa Pieve sperduta dell’agro geranese, ancora oggi ammirata come la più bella di tutte le donne, quelle che si ribellavano all’Imperatore, all’Aristocrazia romana di cui era parte, al sistema di potere del padre e della sua famiglia, per affermare che la vera libertà è seguire il proprio cuore, anche a costo del martirio.
Qui i fedeli l’hanno sempre capito che la Santità, il sacrificio di sé, la ricerca di un mondo più giusto, rende bellissime anche donne giunoniche.
La rimiravo, stasera, Santa Anatolia: é veramente celestiale!

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