La scuola del fumo – Barba e capelli a Carlo Rossella – Anna dietro a Tonino

I Fatti e i Misfatti di ottobre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 22 Ottobre 2011

La scuola del fumo

"Un ragazzo su tre delle "superiori" – è emerso da una campionatura di "Cittadinanzattiva" – ammette di fumare nei locali della propria scuola, quasi tutti nei bagni e nei corridoi, sette su cento in palestra, otto su cento addirittura in classe".

Ma i presidi, i professori, i bidelli? Molti – è emerso, in modo sconfortante, dalla stessa campionatura – fumano tranquillamente anche loro. E, quindi, un irresponsabile e dannosissimo "vivi e lascia vivere". Che poi, dati scientifici ormai più che assodati, troppe volte finisce per trasformarsi in un drammatico "muori e lascia morire". Con il tempo. Di tumore.

Barba e capelli a Carlo Rossella

"Il mio parrucchiere è a Padova – ha fra l’altro scritto, sulla pagina che "Panorama" gli mette ogni settimana a disposizione, il giornalista ed opinionista Carlo Rossella – ma invece mi piace radermi da Gio. F. Trumper, al 9 di Curzon street a Londra".

Qualcuno, per scommessa, è andato a riportare questa notizia all’uscita di un liceo, di una grande azienda pubblica, di un ministero, di un teatro, di un cinema e di una chiesa, tra i pensionati al sole sulle panchine e tra i genitori di un parco giochi per bambini. Ebbene, c’è stato un unico identico commento: "E a noi che ce ne frega?" Altro, dunque, che Padova e Londra. Barba e capelli, a Carlo Rossella, glieli hanno fatti tutti gli italiani intervistati da qualcuno per scommessa.

Anna dietro a Tonino

"Quousque tandem – ha sfoggiato al Senato, in un suo intervento critico sul rendiconto, la capogruppo pd Anna Finocchiaro – abutere, Catilina, patientiam nostra?"

Adotta Abitare A

Ahi, ahi, ahi onorevole Finocchiaro: il verbo latino "abutere" regge l’ablativo, non l’accusativo, e, dunque, andava correttamente citato "patientia" e non "patientiam". Va bene che il Pd ha la necessità di competere a sinistra con l’"Italia dei valori", ma competere addirittura con i "che ci azzecca" e congiuntivi-condizionali dipietreschi, oltre che improprio, è anche esagerato. 


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