La stecca del cardinale – Gianni il buono – La Rai meglio del supermercato – Matteo Renzi, Opa continua – A chi i titoli di Stato?

Fatti e misfatti di dicembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 31 Dicembre 2011

La stecca del cardinale

"Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe – hanno riportato le cronache – si è recato in visita pastorale all’ospedale psichiatrico giudiziario di Secondigliano e ha portato un dono per tutti".

L’oro no perché, di questi tempi, troppo caro. L’incenso e la mirra neppure perché, ormai, fuori moda. Ha portato, ad ognuno, una stecca di sigarette. E, però, senza accompagnarla con un libricino di preghiere da recitare – Dio, naturalmente, non voglia – nel caso in cui il tabacco dovesse alimentare o peggiorare qualche tumore ai polmoni. Mille "Ave", "Pater" e "Gloria" di penitenza alla vera stecca del cardinale.

Gianni il buono

"Gianni Rivera – ha annunciato, con orgoglio e soddisfazione, la conduttrice Milly Carlucci – ha accettato di partecipare a "Ballando con le stelle" riducendo il suo compenso da 480 a 400 mila euro".

Lode a Gianni il buono, dunque, che ha generosamente fatto, a mamma Rai, lo sconto di quasi il 17%. E che perciò, al ricco vitalizio di ex deputato e alla fortuna messa da parte come ex calciatore, si accontenterà di aggiungere soltanto 400 mila euro "Ballando con le stelle".

La Rai meglio del supermercato

"Nel 2001 – statistiche alla mano – il canone Rai era di 179 mila lire e oggi è arrivato a 112 euro".

Fatti due conti, poiché le 179 mila lire di allora equivalgono ai 92,45 euro di oggi, si ha che il canone Rai è aumentato in dieci anni – senza contare, però, la svalutazione – di 19 euro e 55 centesimi. E cioè – sempre senza contare la svalutazione – di un euro e 95 centesimi l’anno. C’è da ringraziare la Rai, allora, se con un aumento così contenuto, offre con generosità, ogni anno, programmi e films vecchi e vecchissimi in numero abbondantissimo. Meglio che al supermercato, insomma: alla Rai paghi uno – "Da,da,da" – è poi è tuo cento volte cento.

Matteo Renzi, Opa continua

"Sono molto preoccupato – ha confessato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – per l’aumento delle tasse sulle famiglie".

Matteo Renzi, dunque, ormai senza freni. Dopo avere lanciato l’ Opa (Offerta pubblica d’acquisto) sulla segreteria nazionale del Pd, ne ha ora lanciata un’altra sulla "leadership" dell’Udc. Di quell’Udc proclamatasi sempre come l’unico "defensor familiarum" (difensore delle famiglie) e rimasta invece la più convinta ad applaudire la stangata dei ministri professori nei confronti delle famiglie con redditi anche piccoli e medi. Ma il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e il segretario dell’Udc, Pierferdinando Casini, messi sotto Opa? Tranquilli. Forse perché vedono, in Matteo Renzi, un italico Don Chisciotte anni Duemila. Saranno tempi non lontani, comunque, a dire se avranno visto giusto loro o avrà visto giusto Matteo Renzi.

A chi i titoli di Stato?

"Prosegue l’azione del Gabinetto Monti – si legge nelle cronache – per indurre gli italiani, a partire dai piccoli risparmiatori, ad acquistare i titoli di Stato".

Giusto. Ma l’azione sarebbe più efficace, sicuramente, se il Gabinetto Monti non continuasse a scaricare sempre nuovi balzelli sulle spalle degli italiani, a partire dai piccoli risparmiatori. Dovendo pagare questi sempre nuovi balzelli, infatti, con quali euro gli italiani, a partire dai piccoli risparmiatori, potrebbero acquistare i titoli di Stato? Ma, poi, un’altra domanda: perché il Gabinetto Monti non rivolge esplicito invito ad acquistare titoli di Stato a tutti i suoi singoli ministri e agli oltre 900 parlamentari i quali sono anche loro italiani e, però, fruitori di indennità tutt’altro che piccole e tutt’altro che equamente stangate?


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