La Targa al Parco Don Cadmo Biavati è tornata al suo posto

Alfonso Tesoro - 10 Luglio 2022

“Ben tornato Don Biavati”. Nel ritornello di un canto che noi Exallievi consideriamo il nostro inno, si canta: …Don Bosco ritorna, fra i giovani ancor…

Si!  Grazie, alla perseveranza del sottoscritto, evitando inutili solleciti con le amministrazioni locali le quali hanno mostrato, peraltro, scarsa sensibilità al problema in quanto risultava, a mio avviso, povero di visibilità con scarsi effetti elettorali; ho ritenuto di dovermi rivolgere direttamente alla fonte coinvolgendo le responsabilità del Comune di Roma, nella persona del Direttore dei Servizi Delegati dal quale dipende il DPT della Toponomastica, e grazie a loro è giunta finalmente e con gioia la parola fine. Dopo circa due anni e mezzo, la targa è tornata svettante al suo posto.

Il Direttore mi affida alla responsabile del Dipartimento Toponomastica l’Arch. Anna Maria Puntieri. Con lei ho avuto una ulteriore conferma che nelle amministrazioni pubbliche esiste ancora personale responsabile del proprio ruolo che rappresenta un punto di eccellenza e un valore aggiunto.

Il 26 aprile, primo contatto con l’Architetto Puntieri. Il 27 giugno 2022 alle ore 12:00, due solerti operai della Ditta appaltatrice – che uno chiamerò Mario – incuranti del gran caldo e della mia passiva collaborazione, iniziarono a creare la buca nel terreno per la gettata del cemento necessario per il fissaggio della palina di sostegno della targa. Alle ore 13,15: lavoro ultimato e finalmente la targa ritrovava la sua degna collocazione.

La mattina seguente, martedì 28 giugno, il salesiano Don Roberto, circondato da un gruppo di giovanissimi ha benedetto la targa con la speranza che resti salva da atti di vandalismo. Ai giovani presenti ho raccontato loro chi fosse Don Biavati. Gli spazi che stanno vivendo e utilizzando, con tutto quello che li circonda, è opera di Don Biavati. Era necessario e nostra doverosa riconoscenza, tramandare il ricordo di un grande Salesiano attraverso segni tangibili lasciati ai posteri: “e questa targa è un esempio”.

Ricordo in un articolo di Giulio Andreotti sul quotidiano “Il Tempo” del 29 gennaio 1983 ad un mese dalla scomparsa di Don Biavati, scriveva a conclusione: “… Era giusto ricordarlo nel trigesimo della sua morte, mentre mi auguro che si prenda qualche iniziativa per perpetuarne la memoria. Anche perché non si dimentichino le luci ideali che nel buio di anni difficilissimi consentirono ai romani di continuare a sperare in un avvenire di solidarietà e di rispetto della dignità e dei valori di vita”.

Questo augurio rimase nel dimenticatoio. Sfogliando il libro di don Biavati, trovai il ritaglio dell’articolo. Siamo nel 2002. All’epoca mi fu assegnata, dall’allora presidente del VII Municipio, Stefano Tozzi, una delega al Forum delle Istituzioni Religiose. Successivamente divenuta delega ai Rapporti Interculturali ed Interreligiosi. Da Exallievo del Borgo, volli far mio il messaggio. Preparai un dettagliato documento storico di Don Biavati, sostenuto dalle firme di un campione rappresentativo di quanti lo conobbero, di quanti vissero momenti difficili e che trovarono al Borgo Don Bosco la loro casa, e lo sottoposi all’attenzione degli Amministratori municipali del momento. In tempi rapidissimi seguì l’approvazione della risoluzione e fu avviato l’iter procedurale con il Dipartimento della Toponomastica del Comune di Roma.

L’8 dicembre 2008 alle ore 11:00 il parco noto con il nome “Forte Prenestino” in Via delle Palme, fu ribattezzato: “Parco Don Cadmo Biavati”. Quell’anno l’Istituto celebrava il 60° anniversario della fondazione.

A conclusione, e vuole essere un mio personale parere, credo nella “targa”, una sentinella che vuole rappresentare, una protezione del luogo, un saluto a quanti fruiscono del parco e un monito a chi vorrebbe utilizzare il parco per scopi illeciti. E per i viandanti che leggeranno quel nome e si chiederanno chi fu quest’uomo? Sarà sufficiente entrare al Borgo Ragazzi Don Bosco per trovare tutte le risposte.

Signor direttore, le vicende successive, dopo la rovinosa caduta di un pino e la conseguente rottura della targa, avvenuta nel dicembre 2019 ormai sono note, segnalate in diverse occasioni attraverso il prestigioso organo di informazione da Lei diretto: “Abitare A” e che non finirò mai di ringraziarla.

Serenella

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