

La Polizia intercetta la banda sul Grande Raccordo Anulare a bordo di un'auto a noleggio. Per sfuggire alle telecamere si cambiavano i vestiti tra un colpo e l'altro
Entravano e uscivano dai grandi magazzini e dalle boutique di mezza Capitale, ripulendo gli scaffali a colpi di borse schermate e indumenti modificati.
Poi, una volta tornati all’auto, si cambiavano d’abito in pochi secondi per confondersi nuovamente tra la folla e presentarsi nell’esercizio commerciale successivo con un aspetto completamente diverso.
Una vera e propria “banda del trasformismo” quella smantellata dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. Romanina, che hanno arrestato quattro persone (tre uomini e una donna) con la pesante accusa di furto aggravato in concorso.
L’indagine lampo è scattata sul Grande Raccordo Anulare, dove una pattuglia di investigatori in borghese ha notato un’utilitaria muoversi nel traffico con un andamento strano e sospetto.
Un rapido controllo della targa in banca dati ha rivelato che il mezzo apparteneva a una società di autonoleggio, un dettaglio che ha spinto i poliziotti a mettersi in scia al veicolo e a iniziare un lungo servizio di pedinamento a fari spenti.
Il monitoraggio degli agenti ha permesso di documentare una vera e propria trasferta del crimine in giro per i distretti commerciali del quadrante est e sud della città.
La tecnica della banda era studiata nei minimi dettagli. Gli indagati entravano nei negozi a coppie, a distanza di pochissimi minuti l’uno dall’altro. Una volta messo a segno il furto, tornavano alla vettura a noleggio, nascondevano la refurtiva nel bagagliaio e si cambiavano daccapo i vestiti.
Questa messinscena serviva a ingannare il personale della sicurezza e a rendere inutili le descrizioni dei testimoni o i fotogrammi dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso dei negozi appena colpiti.
Il viaggio della banda si è interrotto bruscamente all’interno di un noto centro commerciale in zona Prenestina.
Gli investigatori della Romanina, che avevano osservato i quattro ripetere lo stesso identico copione, hanno notato un vistoso e innaturale rigonfiamento sotto la giacca di uno dei sospettati all’uscita dalle gallerie dei negozi. A quel punto è scattato il blitz.
Sentendosi messi alle strette, i quattro hanno tentato di raggiungere la vettura nel parcheggio. Durante le concitate fasi del fermo, l’unica donna del gruppo ha cercato di disfarsi di un potente magnete professionale – utilizzato per spaccare i perni dei dispositivi antitaccheggio – lasciandolo scivolare sotto i sedili dell’abitacolo, ma il movimento non è sfuggito ai poliziotti.
Le perquisizioni personali e del veicolo hanno permesso di scoperchiare la centrale mobile del taccheggio.
Nel portabagagli è stata rinvenuta l’intera refurtiva sottratta poco prima nel punto vendita di viale Kennedy, che è stata interamente recuperata e riconsegnata ai legittimi e increduli proprietari.
Per i quattro trasgressori si sono aperte le porte delle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo davanti all’Autorità Giudiziaria.
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